Ucraina: ampliata la lista contro l’aggiramento delle sanzioni

Berna, 02.05.2014 - Il 1° maggio 2014 il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha aggiunto 15 persone fisiche alla lista allegata all’ordinanza che istituisce provvedimenti straordinari per impedire l’aggiramento delle sanzioni internazionali in relazione alla situazione in Ucraina. Le misure entrano in vigore il 2 maggio 2014 alle ore 18:00.

In seguito agli sviluppi in Ucraina il 28 aprile 2014 l’Unione europea (UE) aveva deciso di inserire altri 15 nomi alla lista di persone fisiche soggette a sanzioni. Il DEFR ha preso conoscenza di questa decisione e ha aggiunto gli stessi nomi alla lista allegata all’ordinanza del 2 aprile 2014 che istituisce provvedimenti straordinari per impedire l’aggiramento delle sanzioni internazionali in relazione alla situazione in Ucraina. L’allegato dell’ordinanza contiene quindi ora 48 persone fisiche.

Gli intermediari finanziari con sede in Svizzera non possono instaurare nuove relazioni d’affari con le persone fisiche indicate in allegato all’ordinanza: il provvedimento volge a impedire che queste persone trasferiscano valori patrimoniali in Svizzera. Le eventuali relazioni d’affari già esistenti non sottostanno al divieto, ma devono essere notificate alla Segreteria di Stato dell’economia (SECO). Con tale misura il Consiglio federale vuole avere una visione d’insieme delle relazioni d’affari e dei valori patrimoniali detenuti in Svizzera dalle persone interessate, in modo da poter predisporre all’occorrenza ulteriori misure.

Grazie all’accordo di associazione alla normativa di Schengen, la restrizione degli spostamenti che l’UE ha imposto alle 48 persone fisiche si applica anche in Svizzera e non è quindi necessario emanare misure speciali per impedire l’aggiramento di queste sanzioni.

In occasione della discussione sul conflitto in Ucraina del 26 marzo 2014 il Consiglio federale aveva preso conoscenza delle misure sanzionatorie inflitte da una parte della comunità internazionale e deciso che la Svizzera avrebbe adottato i provvedimenti necessari per impedire l’aggiramento di tali sanzioni sul proprio territorio.


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