Sanzioni contro la Repubblica Centrafricana

Berna, 14.03.2014 - Il 14 marzo 2014, mediante ordinanza, il Consiglio federale ha istituito misure coercitive nei confronti della Repubblica Centrafricana nonché di individui ed altri attori che direttamente o indirettamente impediscono la pace e la stabilità in questo Paese. Le misure entreranno in vigore il 15 marzo 2014.

Così facendo il Consiglio federale ha recepito nel diritto svizzero le sanzioni adottate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite tramite le risoluzioni 2127 (2013) e 2134 (2014). Il divieto di esportare armamenti verso la Repubblica Centrafricana non avrà alcuna vera ripercussione: la Svizzera infatti non fornisce materiale bellico a questo Paese da più di dieci anni. In conformità alla legge sul controllo dei beni a duplice impiego, la sola esportazione autorizzata in questi ultimi anni è stata quella di due carabine da caccia.

In seguito al colpo di Stato del 24 marzo 2013, durante il quale il presidente François Bozizé è stato spodestato e sostituito da Michel Djotodia, leader del gruppo ribelle Seleka, la Repubblica Centrafricana ha visto moltiplicarsi e intensificarsi l'instabilità politica, l'insicurezza, le violenze di ogni genere e le violazioni dei diritti umani. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, preoccupato dallo stato della sicurezza nel Paese, ha decretato l'embargo sulle esportazioni di armi verso la Repubblica Centrafricana tramite la risoluzione 2127 (2013) del 5 dicembre 2013. Inoltre, tramite la risoluzione 2134 (2014) del 28 gennaio 2014, il Consiglio di sicurezza ha inasprito le sanzioni che prevedono il blocco degli averi e il divieto di entrata e di transito per gli individui o gli attori che impediscono la pace, la sicurezza e la stabilità in questo Paese. Il Consiglio di sicurezza non ha ancora stilato nessun elenco di persone o attori a cui verranno applicate le sanzioni.


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Ultima modifica 05.01.2016

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