La Svizzera s'impegna a prevenire la tortura e i matrimoni precoci in Tagikistan

Berna, 11.02.2014 - Dal 10 all'11 febbraio 2014 si è svolto a Dushanbe il quinto ciclo di consultazioni sui diritti umani tra la Svizzera e il Tagikistan. L'incontro, che ha luogo una volta all'anno, serve a fare il punto sui progressi nell'ambito della protezione e della promozione dei diritti umani. Quest'anno, l'accento era posto in particolare sulla prevenzione della tortura e dei matrimoni precoci.

La lotta contro la tortura è stata messa in evidenza nel contesto dell'attuale presidenza svizzera dell'OSCE, che ha fatto di questo tema una delle priorità d'azione nell'ambito dei diritti umani. In Tagikistan, la Svizzera incoraggia le autorità a ratificare gli strumenti internazionali riguardanti la prevenzione della tortura e a rispettare gli obblighi che ne derivano. Attraverso progetti in loco intende migliorare il monitoraggio dei luoghi di detenzione e il coinvolgimento della società civile in questo processo.

I matrimoni precoci sono un altro tema prioritario della Svizzera nell'ambito dei diritti umani a livello sia multilaterale sia bilaterale. Questo fenomeno interessa in modo particolare il Tagikistan, visto che l'emigrazione molto sostenuta (circa il 10 per cento della popolazione) crea uno squilibrio tra uomini e donne in seno alla popolazione. Grazie ai risultati raggiunti nella protezione dei diritti delle donne e nella prevenzione della violenza domestica in Tagikistan (la Svizzera aveva offerto consulenza in particolare in merito alla nuova legge entrata in vigore nel 2013), il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) intende offrire un sostegno diretto agli sforzi del Governo volti a migliorare la protezione delle ragazze e delle giovani donne contro i matrimoni precoci.

Gli altri tre argomenti trattati durante il dialogo hanno riguardato la preparazione e la verifica dell'Esame periodico universale (EPU) in seno al Consiglio dei diritti umani, i diritti umani dei migranti e la pena di morte. Quest'ultimo punto ha permesso alla Svizzera di riaffermare il suo obiettivo di abolire la pena capitale a livello mondiale entro il 2025. La Svizzera incoraggia il Tagikistan a fare un passo supplementare verso la moratoria sulle esecuzioni attualmente in vigore e, poi, ad abolire la pena di morte nella sua legislazione.

La delegazione svizzera era guidata dall'ambasciatore Paul Koller, inviato speciale per le questioni dei diritti umani, Divisione Sicurezza umana (DSU) del DFAE, nella sua ultima missione in questa funzione. A succedergli è l'ambasciatore Nicole Wyrsch.


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Ultima modifica 05.01.2016

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