Svolta nella politica migratoria: accolta l’iniziativa "contro l’immigrazione di massa"

Berna, 09.02.2014 - Il Popolo svizzero ha accolto l’iniziativa popolare "Contro l’immigrazione di massa" avallando quindi un cambio di rotta nella politica migratoria svizzera. Le nuove disposizioni costituzionali impongono di limitare l’immigrazione definendo tetti massimi e contingenti. Il Consiglio federale avvia senza indugio i lavori di attuazione della decisione popolare.

Le nuove disposizioni costituzionali prevedono di limitare i permessi di dimora per stranieri attraverso tetti massimi e contingenti annuali, applicabili a tutti i permessi per stranieri, inclusi frontalieri e persone del settore dell'asilo, e definibili in funzione degli interessi globali dell'economia svizzera. Al momento di assumere lavoratori, le imprese devono inoltre dare la preferenza agli Svizzeri.

Il nuovo testo costituzionale non definisce né l'entità dei contingenti né l'autorità chiamata a fissarli e rilasciarli o i criteri da applicare. I dettagli vanno ora disciplinati nella legge. Il Consiglio federale e il Parlamento hanno tre anni per l'attuazione.

Svolta con ripercussioni di ampia portata
Per il Consiglio federale il responso delle urne riflette il malessere per la crescita demografica degli ultimi anni. Domenica la consigliera federale Simonetta Sommaruga, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), ha parlato di una svolta fondamentale con ripercussioni di ampia portata. Il testo costituzionale è formulato in maniera molto generico. Il Consiglio federale sottoporrà quanto prima al Parlamento una proposta di attuazione e, poiché le nuove disposizioni costituzionali sono in contrasto con l'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALCP), intavolerà colloqui con i competenti organi dell'UE e i loro Stati membri al fine di discutere i prossimi passi e l'avvio di negoziati. Il testo costituzionale prevede tre anni di tempo anche per queste trattative.

Il presidente della Confederazione Didier Burkhalter ha dichiarato che nelle prossime settimane il Consiglio federale studierà le possibilità di porre su una nuova base le relazioni con l'UE. Al contempo ha però ricordato che l'ALCP e gli altri accordi bilaterali restano in vigore fino all'eventuale definizione di una nuova situazione giuridica. Il Consiglio federale analizzerà le ripercussioni della svolta che l'odierna decisione popolare imprime alla politica europea della Svizzera.


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Ultima modifica 05.01.2016

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