Incontro internazionale di esperti volto a favorire una restituzione più efficiente dei fondi di potentati

Berna, 28.01.2014 - Su invito della Svizzera, circa 90 giuristi internazionali provenienti da 30 Nazioni e da organizzazioni internazionali si sono incontrati dal 26 al 28 gennaio 2014 a Losanna. Dieci anni dopo l'approvazione della Convenzione dell'ONU contro la corruzione, hanno discusso di come i cosiddetti fondi di potentati possano essere identificati in modo ancora più efficiente ed essere restituiti ai Paesi di provenienza. A margine dei lavori, i partecipanti hanno potuto prender parte a numerosi incontri bilaterali, in particolare con i Paesi della cosiddetta Primavera araba.

Dieci anni dopo l'approvazione della Convenzione dell'ONU contro la corruzione (UNCAC), la comunità internazionale ha ottenuto risultati positivi nella lotta contro la corruzione. La trasposizione di norme internazionali in contesti nazionali rimane tuttavia una grande sfida.  A partire dalla Primavera araba, l'attenzione dell'opinione pubblica si concentra in particolare sulla questione della restituzione dei fondi acquisiti illecitamente da parte di potentati, ossia di persone politicamente esposte, e del loro seguito,. I fondi di potentati sono spesso investiti in strumenti d'investimento complessi e trasferiti in varie piazze finanziarie. Quindi, non solo vengono sottratti alla popolazione locale, ma sono anche difficili da reperire. Per potersi occupare di questi casi di criminalità finanziaria complessa, le autorità degli Stati interessati hanno bisogno di conoscenze avanzate, ciò che costituisce una sfida anche per le piazze finanziarie moderne, come la Svizzera. Quest'ultima e altri Paesi hanno perciò sviluppato, negli ultimi anni, una prassi con lo scopo di restituire in modo più efficiente i fondi rubati.

L'Assemblea generale dell'ONU a New York e l'ultima Conferenza degli Stati sull'UNCAC hanno quindi approvato un mandato sull'elaborazione di «linee guida per la restituzione efficiente di fondi di potentati» partendo dalle esperienze pratiche finora acquisite. Sulla base di questi mandati, la Svizzera ha organizzato dal 26 al 28 gennaio a Losanna, insieme ai propri partner dell'International Centre for Asset Recovery (ICAR) e della Stolen Asset Recovery (StAR) Initiative della Banca mondiale, un seminario a cui hanno partecipato circa 90 esperti di 30 Stati e di organizzazioni internazionali.

In un'ulteriore fase, le linee guida discusse a Losanna verranno presentate in consessi internazionali, come richiesto dal mandato dell'ONU, al fine di sviluppare gli standard mondiali e migliorare l'attuazione dell'UNCAC.

Questa conferenza è l'ottavo appuntamento dei «Seminari di Losanna» lanciati nel 2001 dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) sul tema della restituzione di fondi illegali di potentati (Asset Recovery). Le conferenze pongono l'accento sul rafforzamento del dialogo tra i Paesi colpiti dalla corruzione e i Paesi destinatari di fondi di potentati. Una politica attiva a favore della restituzione di fondi di potentati è uno degli strumenti più importanti che la Svizzera utilizza per proteggere la reputazione della propria piazza finanziaria e per combattere la criminalità economica internazionale. A margine dei Seminari di Losanna si sono svolti anche numerosi incontri bilaterali, in particolare con i Paesi della cosiddetta Primavera araba.

 


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