Il Consiglio federale illustra il potenziale di riduzione dei gas serra in Svizzera

Berna, 22.01.2014 - I maggiori potenziali di riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2020 sussistono nei settori dei trasporti e degli edifici abitativi. A seconda del settore, i costi delle misure di riduzione sarebbero compresi tra 150 e 320 franchi per tonnellata di CO2 ridotta. Ciò è quanto dimostra il rapporto «I costi e il potenziale di riduzione dei gas serra in Svizzera» del Consiglio federale, elaborato in adempimento di un postulato del Consiglio nazionale.

Per fornire il proprio contributo al raggiungimento dell’obiettivo dei 2 gradi, concordato a livello internazionale, la Svizzera ha stabilito, con la revisione della legge sul CO2, di ridurre entro il 2020 le sue emissioni di gas serra complessivamente del 20 per cento rispetto al 1990 e di raggiungere tale obiettivo adottando provvedimenti in Svizzera. Già in precedenza, alcuni studi avevano dimostrato che in Svizzera vi è un grande potenziale di riduzione delle emissioni di gas serra.

Il rapporto «I costi e il potenziale di riduzione dei gas serra in Svizzera» è il primo a fornire una visione globale di questi potenziali, basandosi su ipotesi unitarie, e a valutare in modo congruo i diversi costi. Ai fini del calcolo il rapporto utilizza gli stessi modelli di simulazione e scenari su cui si basa lo studio sulle prospettive energetiche della Svizzera entro il 2050 («Energieperspektiven für die Schweiz bis 2050», solo in tedesco) dell’Ufficio federale dell‘energia. Il Consiglio federale ha approvato il rapporto il 22 gennaio 2014, adempiendo così al postulato 11.3523 presentato dal consigliere nazionale Bastien Girod (Gruppo ecologista, ZH) il 15 giugno 2011.

Riduzioni significative possibili entro il 2020

Nello scenario «Pacchetto di misure politiche» (POM) si ipotizza un continuo inasprimento degli strumenti esistenti (v. riquadro): se le emissioni di CO2 prodotte dai combustibili non diminuiscono nella necessaria misura, la tassa sul CO2 subirà un aumento nel 2016 e nel 2018, passando rispettivamente a 72 e a 96 franchi per tonnellata di CO2; i finanziamenti del Programma Edifici aumenteranno nel 2014 a 300 milioni e nel 2015 a 600 milioni di franchi; dal 2015, gli obiettivi in materia di CO2 per le automobili nuove saranno ridotti da una media di 130 grammi di CO2 per chilometro a 95 grammi di CO2 per chilometro entro il 2020. Attraverso queste misure e ulteriori inasprimenti puntuali (ad es. nei settori degli edifici o dei trasporti) è possibile realizzare l’obiettivo di riduzione stabilito nella legge sul CO2.

Il rapporto dimostra che i maggiori potenziali di risparmio risiedono nei settori degli edifici abitativi e dei trasporti e che, in ciascuno di essi, ammontano a ben 3 milioni di tonnellate di CO2. Di poco inferiori sono le possibilità di risparmio nei settori dell’industria e dei servizi. Ai fini della riduzione delle emissioni sono importanti soprattutto il miglioramento degli standard degli involucri degli edifici e i progressi nell’efficienza di macchine, impianti, veicoli o apparecchi. Le misure di riduzione necessarie alla realizzazione di questi obiettivi generano costi che, a seconda del settore, sono compresi nel 2020 tra 150 e 320 franchi per tonnellata di CO2 ridotta. Tuttavia questi costi diminuiscono considerevolmente nel lungo periodo.

I potenziali e i costi di riduzione delle emissioni di gas serra nel settore agricolo non sono stati calcolati nel quadro del rapporto. In precedenza, erano già stati ampiamente valutati in uno studio del 2009 «THG-2020 – Möglichkeiten und Grenzen zur Vermeidung landwirtschaftlicher Treibhausgase der Schweiz» (in tedesco, con riassunto in inglese) che ha stimato il potenziale di riduzione tecnico a circa 0,5 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti nel 2020.

Prospettive fino al 2050

Se le misure dello scenario POM venissero applicate e ulteriormente inasprite anche dopo il 2020, entro il 2050 si potrebbero abbattere le emissioni di circa il 45 per cento rispetto al 1990. Per limitare l’aumento globale della temperatura a un massimo di 2 gradi, oltre a un contenimento dell'incremento delle emissioni da parte dei Paesi emergenti, entro il 2050 i Paesi industrializzati dovranno comunque ridurre le proprie emissioni di almeno l’80 per cento rispetto al 1990.

Il rapporto del Consiglio federale dimostra che la Svizzera è in grado di raggiungere questo obiettivo e conferma pertanto la volontà del Consiglio federale di perseguire nel lungo periodo obiettivi di riduzione dell’entità indicata. Per poter realizzare questi obiettivi è necessario che anche a livello internazionale venga riconosciuta la massima priorità alla politica climatica. Misure di politica climatica, energetica e dei trasporti devono essere attuate a livello mondiale. Inoltre, rispetto a quanto previsto dallo scenario POM, occorrerebbe introdurre misure supplementari che presentano costi tendenzialmente più elevati. Ad esempio, sarebbe necessario aumentare considerevolmente il tasso di risanamento degli edifici, impiegare i combustibili e i carburanti in modo più efficiente e aumentare la diffusione della mobilità elettrica. Nel settore dei trasporti, il progresso tecnologico consentirà nel lungo periodo di ridurre i costi rispetto allo scenario POM.

I principali strumenti della politica climatica della Svizzera

- Tassa d’incentivazione sul CO2: la tassa sul CO2 è riscossa dal 2008 sui combustibili fossili (olio, gas, carbone). Dal 1° gennaio 2014 è pari a 60 franchi per tonnellata di CO2. Essa è ridistribuita prevalentemente alla popolazione e al settore economico. Le imprese che generano quantitativi elevati di CO2 possono farsi esentare dalla tassa a condizione che partecipino al sistema dello scambio delle quote di emissioni o che si impegnino a ridurre le proprie emissioni.

- Programma Edifici: il Programma Edifici della Confederazione e dei Cantoni incentiva in tutta la Svizzera il risanamento energetico degli edifici e gli investimenti nelle energie rinnovabili, il recupero di calore residuo e l’ottimizzazione dell’impiantistica.

- Prescrizioni sulle emissioni di CO2 delle automobili nuove: da luglio 2012 sono in vigore in Svizzera prescrizioni in materia di emissioni di CO2 per le automobili nuove analogamente a quanto avviene nell’Unione europea. Entro il 2015 la flotta di veicoli nuovi potrà emettere in media al massimo 130 grammi di CO2 per chilometro.

- Compensazione delle emissioni di CO2: gli importatori di carburanti fossili e i gestori di centrali termiche a combustibili fossili sono soggetti all’obbligo di compensazione delle emissioni di CO2 in Svizzera. A tal fine devono attuare progetti di riduzione delle emissioni.

- Scambio di quote di emissioni: il sistema svizzero di scambio di quote di emissioni (SSQE) permette lo scambio di diritti di emissione tra le imprese partecipanti. La quantità di diritti di emissione disponibile è limitata ed è ridotta ogni anno. I grandi emittenti devono partecipare obbligatoriamente al sistema SSQE, quelli medi possono aderire su base volontaria.

L’UFAM provvede a verificare costantemente questi strumenti dal punto di vista della loro efficacia e dei loro potenziali di riduzione.


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Reto Burkard, capo della sezione Politica climatica, UFAM, tel. +41 31 325 92 96



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