Consiglio permanente dell'OSCE: il Presidente della Confederazione Didier Burkhalter sottolinea il ruolo del dialogo nell'impegno per la pace e la sicurezza

Berna, 16.01.2014 - Nel corso della sua prima apparizione ufficiale in veste di presidente in carica dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), il Presidente della Confederazione Didier Burkhalter ha illustrato a Vienna le priorità della presidenza della Svizzera ai rappresentanti dei 57 Paesi aderenti all'OSCE.

«Creare una comunità di sicurezza al servizio delle persone»: è questo il motivo conduttore sotto il quale la Svizzera ha posto la presidenza dell'OSCE, assunta il 1° gennaio 2014. Tre sono gli obiettivi principali che il nostro Paese intende perseguire: promuovere la sicurezza e la stabilità, migliorare le condizioni di vita delle persone e rafforzare la capacità operativa dell'organizzazione.

I punti chiave che la Svizzera ha definito per la realizzazione di questi obiettivi  sono stati oggi oggetto di discussione a Vienna tra il presidente (Chairperson-in-Office) dell'OSCE e Presidente della Confederazione Didier Burkhalter e i rappresentanti permanenti dell'OSCE. Il consiglio permanente, in cui siedono gli ambasciatori dei 57 Paesi aderenti all'organizzazione e che si riunisce settimanalmente, ha il compito di deliberare e di realizzare le attività operative dell'organizzazione.

Lo scoppio della prima guerra mondiale un secolo fa ha chiaramente dimostrato che la pace non è mai garantita, ha sottolineato il Presidente della Confederazione Didier Burkhalter ai membri del consiglio permanente. Da qui l'estrema importanza di creare strutture in grado di rendere possibili la pace e la sicurezza grazie a un dialogo regolare e alla fiducia e alla comprensione reciproche. L'OSCE, di cui fanno parte 57 Paesi disseminati su tre continenti in cui vivono oltre un miliardo di persone, rappresenta una piattaforma di dialogo che contribuisce a favorire trasparenza, prevedibilità e fiducia, a sviluppare standard comuni, a trovare soluzioni pacifiche e ad assumere congiuntamente la responsabilità di sfide comuni. «L'OSCE crea le premesse per edificare un tetto comune per le regioni euroatlantiche ed euroasiatiche» ha affermato Burkhalter.

Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri ha inoltre spiegato che gli obiettivi dell'attività dell'OSCE vanno raggiunti a tappe e che proprio a fronte dei segnali di divergenze tra Est e Ovest l'OSCE rappresenta una piattaforma di dialogo particolarmente importante. Burkhalter ha precisato che, in qualità di presidente di turno, la Svizzera intende fungere da mediatrice e ha invitato il consiglio permanente a raccogliere questa opportunità di dialogo e a puntare alla ricerca di compromessi.

L'avvio del progetto «Youth for Security and Cooperation in Europe»

Durante il suo soggiorno presso la sede dell'OSCE a Vienna, il Presidente della Confederazione Burkhalter incontrerà anche i capi delle 16 missioni operative che rappresentano l'OSCE nell’Europa dell'Est e del Sud Est, nel Caucaso del Sud e in Asia centrale e che appoggiano i Governi dei rispettivi Paesi ospiti con progetti concreti in processi di riforma come la prevenzione dei conflitti, il ripristino della fiducia dopo un conflitto, lo svolgimento di elezioni democratiche, il rafforzamento dello Stato di diritto o la libertà dei media.

La sera di giovedì 16 gennaio il presidente della Confederazione Burkhalter darà ufficialmente il via al progetto «Youth for Security and Cooperation in Europe», nel cui ambito 57 giovani di ambo i sessi provenienti dai Paesi aderenti all'OSCE parteciperanno a un «modello OSCE» in cui negozieranno nei prossimi mesi un piano d'azione che presenteranno nel dicembre 2014 a Basilea, in occasione del consiglio dei ministri, ai ministri degli esteri dell'OSCE. Obiettivi del progetto sono coinvolgere maggiormente i giovani nei lavori dell'organizzazione e contribuire a farne conoscere meglio temi e strutture simulando sedute del consiglio dei ministri e del consiglio permanente. Il progetto potrebbe inoltre servire da spunto per l'elaborazione di una strategia dell'OSCE per i giovani.


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