Regime di coesistenza tra culture convenzionali e OGM: fine della consultazione

Berna, 15.05.2013 - Il 30 gennaio 2013, il Consiglio federale ha inviato in consultazione le modifiche legislative necessarie per istituire un regime di coesistenza tra le colture tradizionali e le colture di OGM, compresa la delimitazione di regioni senza organismi geneticamente modificati (OGM). Le cerchie interessate hanno avuto tempo fino al 15 maggio per inoltrare la loro presa di posizione. Finora sono pervenute alla Confederazione oltre 70 prese di posizione.

Il Consiglio federale è del parere che la possibilità di utilizzare le varietà di organismi geneticamente modificati (OGM) non deve essere esclusa in futuro, anche se, al momento, non suscita alcun interesse e non offre vantaggi evidenti all'agricoltura svizzera. Ritenendo che la proroga della moratoria decisa dal Parlamento debba essere utilizzata per dare tempo alle Camere federali di legiferare in materia, il 30 gennaio 2013 il Governo ha inviato in consultazione un progetto che prevede l'adozione di un regime volto a consentire la coesistenza tra colture convenzionali e colture OGM qualora  vi fossero agricoltori intenzionati a coltivare OGM dopo l'abrogazione della moratoria. Il Consiglio federale assolve così il mandato conferitogli dal Parlamento nel 2010 di preparare un disegno di legge che consenta di affrontare la questione una volta abrogata la moratoria.

Il progetto prevede di completare le disposizioni contemplate nella legge federale sull'ingegneria genetica (LIG) al fine di precisare le misure che i coltivatori di OGM devono adottare per proteggere le colture convenzionali. La separazione dei flussi deve peraltro essere garantita lungo tutta la catena di produzione.

Finora sono pervenute alla Confederazione oltre 70 prese di posizione. È tuttavia possibile che nei prossimi giorni ne giungano ancora altre all'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e all'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG). Dette prese di posizione esprimono in prevalenza la posizione di principio delle cerchie interessate sulla coltivazione di OGM in Svizzera, superando ampiamente il quadro del progetto sottoposto a consultazione.

I fautori del progetto di regolamentazione lodano lo sforzo compiuto per colmare una lacuna giuridica e per avviare la discussione sugli OGM. I contrari al progetto si oppongono invece adducendo numerose questioni di principio. Alcuni ritengono infatti prematuro legiferare ancor prima di conoscere il rapporto richiesto dal Parlamento sui costi e sui benefici dell'impiego di OGM nell'agricoltura. Altri auspicano che venga stilato un rapporto sul progetto di regolamentazione in seguito alla recente decisione del Parlamento di prorogare fino al 2017 la moratoria sull'impiego degli OGM nell'agricoltura. Respingono del tutto o in parte il progetto evocando l'impraticabilità delle misure, le probabili conseguenze economiche e il carico amministrativo importante derivante dall'attuazione delle misure.

Regioni senza OGM

Il progetto del Consiglio federale prevede anche la possibilità di delimitare delle regioni senza OGM quando le misure di coesistenza sono difficilmente realizzabili considerata l'esiguità delle particelle interessate o quando tale esigenza è manifestata dall'insieme dei produttori di una regione. Questa proposta è stata accolta in maniera differenziata in sede di consultazione. Benché l'idea sia stata accolta favorevolmente, sono comunque state avanzate critiche in merito alla complessità legata all'attuazione della proposta. Al riguardo vengono citate le  disposizioni impraticabili, i costi troppo elevati e le procedure complicate. Nelle prese di posizione è stata espressa con frequenza anche la volontà di dichiarare una «regione senza OGM» sull'intero territorio cantonale o di estendere tale qualifica alla Svizzera intera (Svizzera senza OGM).

Le cerchie interessate si sono anche pronunciate in merito al progetto di ordinanza sulla coesistenza. I pareri divergenti sottolineano segnatamente le disposizioni di legge volte a proteggere le colture convenzionali o biologiche da contaminazioni da OGM indesiderate, in particolare quelle riguardanti le distanze di isolamento, l'obbligo di informare e, soprattutto, di separare le filiere di produzione. Questi aspetti sono in genere considerati vincolanti e costosi, nonostante le conclusioni del Programma nazionale di ricerca 59 secondo le quali i costi delle misure costituiscono soltanto una piccola parte dei costi di produzione complessivi.

Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) e il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) svolgeranno insieme un'analisi approfondita dei risultati della consultazione e stileranno un rapporto. Studieranno inoltre come riprendere i pareri pervenuti, in particolare come integrare le modifiche e i complementi proposti. Dopodiché sarà il Consiglio federale a pronunciarsi in merito al progetto.


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