Votazione del 3 marzo: sì all’articolo costituzionale sulla politica familiare

Berna, 18.01.2013 - In nome del Consiglio federale, il capo del Dipartimento federale dell’interno Alain Berset ha raccomandato davanti ai media di accogliere l'articolo costituzionale sulla politica familiare. La nuova disposizione incarica Confederazione e Cantoni di promuovere la conciliabilità tra famiglia e professione. Ai Cantoni è dato il compito di provvedere a un’offerta appropriata di posti di custodia complementari alla famiglia o alla scuola. A nome della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali, il consigliere di Stato solettese Peter Gomm ha sostenuto gli obiettivi del nuovo articolo, sottolineando come i Cantoni restino gli attori principali della politica familiare. Dal canto suo, Thérèse Meyer-Kaelin, presidente della Commissione federale di coordinamento per le questioni familiari, ha spiegato quanto sia fondamentale per le famiglie il maggior margine di manovra di cui potranno fruire grazie al miglioramento della conciliabilità tra impegni familiari e professionali.

Il 3 marzo prossimo, Popolo e Cantoni saranno chiamati a votare sull’articolo costituzionale 115a sulla politica familiare. L'articolo riconosce la centralità delle famiglie e delle prestazioni indispensabili che forniscono e incarica Confederazione e Cantoni di promuovere la conciliabilità tra famiglia e professione e tra famiglia e formazione. I Cantoni devono provvedere a un’offerta appropriata di posti di custodia complementari alla famiglia o alla scuola. Qualora le misure messe in atto dai Cantoni per la promozione della conciliabilità tra famiglia e professione si rivelassero insufficienti, la Confederazione potrebbe emanare prescrizioni vincolanti per tutto il territorio nazionale. Con l'articolo costituzionale, il Parlamento ha creato una base giuridica per il maggior coinvolgimento di Confederazione e Cantoni. Il Consiglio federale ne ha sostenuto l’intento fin dall’inizio. Consiglio federale e Parlamento raccomandano di accogliere il nuovo articolo costituzionale.

Il nuovo articolo costituzionale giova alle famiglie ...

Oggi sono molte le famiglie in cui, per scelta o per necessità, lavorano entrambi i genitori. Ma chi ha figli e contemporaneamente lavora si trova spesso confrontato a grosse difficoltà. Ecco perché molte madri abbandonano loro malgrado in parte o del tutto il mondo del lavoro. E molte altre, soprattutto se in possesso di eccellenti qualifiche, rinunciano alla maternità, che pure desiderano, per esercitare una professione o assolvere una formazione.

Per evitare queste situazioni bisogna creare condizioni quadro che permettano di conciliare meglio il lavoro e la famiglia. A tal fine è necessario soprattutto un numero sufficiente di posti di custodia complementare alla famiglia, per esempio negli asili nido, nei doposcuola, nelle scuole a orario continuato o nelle mense.

L'articolo costituzionale risponde a un’impellente esigenza delle famiglie e accresce il margine di manovra dei genitori. Perché soltanto se l’offerta di custodia complementare alla famiglia è sufficiente, i genitori sono davvero liberi di decidere se farvi ricorso. Anche la volontà dei genitori che desiderano accudire essi stessi i figli è rispettata. Inoltre, una migliore conciliabilità tra famiglia e professione promuove la parità tra donna e uomo e contribuisce alla lotta contro la povertà delle famiglie. Aumentando il reddito familiare infatti, i genitori possono migliorare la propria situazione economica con le proprie forze.

... e alle imprese

Le molte madri che vantano un buon livello di formazione devono mettere a disposizione delle imprese le loro capacità professionali e la loro forza lavoro. Il denaro investito nella loro formazione deve dare i suoi frutti. Le nostre imprese devono poter contare su personale qualificato. Gli ostacoli che impediscono alle madri di esercitare una professione vanno dunque abbattuti.

Rispettate le competenze dei Cantoni

Il nuovo articolo costituzionale non intacca la sovranità dei Cantoni, che resteranno i primi responsabili della politica familiare e decideranno autonomamente quali provvedimenti adottare. Prima che la Confederazione possa esercitare le sue nuove competenze, se ne dovranno regolare i dettagli in un’apposita legge federale soggetta a referendum. In caso di referendum l’ultima parola spetterebbe al Popolo. Poiché il nuovo articolo non prevede alcun obbligo concreto, i costi che ne deriveranno dipenderanno dalle modalità d’attuazione e non possono pertanto ancora essere quantificati.


Indirizzo cui rivolgere domande

031 322 82 31
Peter Lauener
Portavoce DFI



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Ultima modifica 05.01.2016

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