Tarlo asiatico del fusto: i controlli permangono intensi

Berna, 12.11.2012 - Il tarlo asiatico del fusto, un organismo nocivo particolarmente pericoloso che può infestare quasi tutti i tipi di latifoglie, è stato rinvenuto nel 2011 per la prima volta anche in Svizzera. Da allora la presenza di adulti e larve di questa specie di coleottero è stata accertata in sette Cantoni. Nella maggior parte dei casi, il tarlo asiatico è giunto in Svizzera trasportato tramite gli imballaggi di legno impiegati per le forniture di pietre provenienti dall’Asia. Tuttavia, nel mese di luglio di quest’anno a Winterthur è stata registrata anche un’infestazione di notevole entità di alberi vivi. Dal luglio 2012 le misure di controllo per le importazioni di pietre in Svizzera sono state inasprite. Di tutti i container controllati circa l’8% è stato contestato (stato: 2 novembre 2012). La Confederazione sta elaborando una strategia nazionale di lotta contro questa specie nociva.

Nel 2012 il tarlo asiatico del fusto (Anoplophora glabripennis Motschulsky) è stato rinvenuto in vari Cantoni (cfr. anche riquadro). Dall'autunno 2011, quando è stata accertata la prima presenza di singoli esemplari di questo organismo particolarmente nocivo nei Cantoni di Friburgo e Turgovia, altri cinque Cantoni ne hanno notificato la presenza: Basilea Città, Basilea Campagna, Berna, Lucerna e Zurigo. Complessivamente sono finora stati individuati in Svizzera almeno circa 145 esemplari vivi, 7 morti e un elevato numero di larve.

Nella maggior parte dei casi sono stati scoperti negli imballaggi di legno impiegati per le forniture di prodotti in pietra importate dall'Asia. L'infestazione più massiccia ha interessato nel luglio del 2012 degli alberi vivi a Winterthur. Quale misura d'emergenza, è stato necessario abbattere oltre 60 alberi di un viale, triturare il legno e bruciarlo in un impianto di incenerimento dei rifiuti urbani. Nei prossimi quattro anni gli alberi situati nel raggio di circa due chilometri saranno controllati regolarmente. Per i casi sospetti vengono impiegati anche cani segugi appositamente addestrati e operai arrampicatori.

Nei luoghi in cui sono già stati individuati degli adulti o delle larve di tarlo asiatico del fusto, viene effettuato un sopralluogo anche in inverno al fine di accertare la presenza di larve svernanti nei tronchi degli alberi. In primavera, quando i coleotteri iniziano a uscire, la sorveglianza viene intensificata.

Obbligo di notifica per le importazioni di pietre efficace

Dal 9 luglio 2012 vige a livello nazionale l'obbligo di notifica per le importazioni di pietre da Paesi terzi (Paesi non membri dell'UE) e dal Portogallo (Paese membro dell'UE). Gli ispettori del Servizio fitosanitario federale (SFF), co-diretto dagli uffici federali dell'ambiente (UFAM) e dell'agricoltura (UFAG), controllano il materiale da imballaggio e, se non riscontrano infestazioni, autorizzano l'importazione. In tal modo si evita l'introduzione in Svizzera di ulteriori esemplari di tarlo asiatico del fusto.

Secondo le valutazioni dell'UFAM, l'intensificazione dei controlli nel porto di Birsfelden sta dando buoni risultati. Fino al 2 novembre 2012 sono state controllate complessivamente circa 259 forniture dall'estero per un totale di 617 container. Ventun forniture, vale a dire 48 container, sono state contestate perché non conformi allo standard ISPM15. Tale standard prevede che il legname da imballaggio impiegato dai Paesi esportatori venga sottoposto a trattamento termico, in modo tale che eventuali adulti o larve di tarlo asiatico vengano annientati. Ciononostante è stata riscontrata la presenza di larve vive anche in varie pallet riportanti il marchio che ne attestava la conformità a detto standard. I materiali non conformi sono stati distrutti.

Attualmente l'SFF sta vagliando l'opportunità di estendere l'obbligo di notifica, che oggi si applica soltanto alle forniture di pietre da Paesi terzi e dal Portogallo, anche ad altre merci in imballaggi di legno importate da Paesi a rischio, in particolare dall'Asia.

Misure di informazione incisive

Ai Cantoni spetta per legge la responsabilità di controllare la salute dei loro boschi e l'obbligo di notificare alla Confederazione le infestazioni da parte di organismi soggetti a quarantena. L'UFAM sta elaborando una strategia nazionale di lotta contro il tarlo asiatico e una direttiva in merito. Anche i Cantoni prestano una collaborazione attiva e intensa a questo proposito in un gruppo di lavoro nazionale diretto dall'SFF. L'obiettivo è l'eradicazione di tutti i focolai di infestazione.

Per individuare il maggior numero possibile di luoghi di sospetta infestazione, Confederazione e Cantoni hanno adottato delle misure di informazione e di sensibilizzazione. Tali misure si sono in effetti rivelate efficaci, come dimostrato dall'aumento del numero di notifiche e di richieste di chiarimenti pervenute nelle ultime settimane ai servizi federali competenti e alle autorità cantonali. Di conseguenza anche le attività di determinazione della specie, svolte presso l'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) di Birmensdorf, hanno registrato un notevole incremento.


RIQUADRO
Tarlo asiatico del fusto

Il tarlo asiatico del fusto è un organismo soggetto a quarantena per il quale sussiste l'obbligo di notifica. Esso giunge in Svizzera soprattutto tramite il legname da imballaggio proveniente dall'Asia. Secondo l'ordinanza sulla protezione dei vegetali, si tratta di un organismo nocivo particolarmente pericoloso che non deve essere introdotto e diffuso in Svizzera e contro il quale devono pertanto essere adottate misure di lotta adeguate. Questa specie è particolarmente pericolosa perché, anche se attacca di preferenza gli aceri montani e i salici, costituisce una minaccia per quasi tutte le specie di latifoglie e infesta soprattutto gli alberi sani. Una volta invasi, gli alberi muoiono in genere nell'arco di pochi anni e non vi è alcun modo di fermare tale processo. Vi è il rischio che questo coleottero nocivo colpisca parchi pubblici, colture frutticole e boschi causando gravi danni economici ed ecologici.

Chi avvista un coleottero sospetto, deve catturarlo e metterlo, possibilmente vivo, in un contenitore ermetico (contenitori di vetro con coperchio, non sacchi di plastica), se possibile fotografarlo e informare immediatamente il servizio fitosanitario cantonale competente. Il tarlo asiatico del fusto è per lo più di colore nero brillante, con macchie chiare sparse sul corpo. È relativamente facile da distinguere dalla maggior parte delle specie indigene di cerambicidi, alcune delle quali sono minacciate di estinzione e, quindi, protette a livello europeo.

Foto: L'Istituto federale di ricerca WSL mette a disposizione gratuitamente il materiale fotografico per l'illustrazione di articoli legati al presente comunicato. La ripresa in banche dati e la vendita da parte di terzi di questa immagine sono vietate.


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