Protezione dei minori dalla violenza in famiglia: il Consiglio federale auspica più aiuto all’infanzia e alla gioventù

Berna, 28.06.2012 - La Confederazione intende sostenere maggiormente i Cantoni nell’ampliamento dell’aiuto all’infanzia e alla gioventù e prevede tra l’altro di sussidiare i programmi cantonali per lo sviluppo della protezione dei minori. La misura è definita nel rapporto «Violenza e negligenza in famiglia: quali misure di aiuto all’infanzia e alla gioventù e sanzioni statali?», adottato dal Consiglio federale.

Il rapporto analizza il complesso argomento della violenza e della negligenza in famiglia – fenomeni che incidono negativamente sulla salute e i rapporti sociali di bambini e giovani e causano costi elevati. Sono trattate la violenza fisica, psichica o sessuale esercitata da genitori, patrigni, matrigne o altre persone con compiti educativi sui minori (maltrattamenti sui minori), la negligenza familiare nei loro confronti e la loro esposizione alla violenza di coppia.

Sono inoltre proposte misure di prevenzione e intervento per contrastare più efficacemente questo tipo di violenza e colmare le lacune esistenti. Il rapporto si concentra su due temi – le sanzioni contro gli autori e l’aiuto ai bambini e ai giovani che ne sono vittima – e segnala le revisioni di legge in corso o previste, giungendo alla conclusione che per quanto riguarda le sanzioni non sono necessarie altre misure. I provvedimenti vigenti per i reati commessi contro minorenni e la tutela immediata delle vittime (divieto per l’autore di reati di avvicinarsi, di trattenersi in determinati luoghi e/o di mettersi in contatto con loro) sono sufficienti.

Per quanto riguarda invece l’aiuto ai bambini e ai giovani, in primo luogo di competenza dei Cantoni, non vi sono definizioni unitarie e manca un quadro delle offerte in atto. Con il suo rapporto, il Consiglio federale ovvia a queste lacune: definisce le prestazioni di base di un moderno sistema di aiuto all’infanzia e alla gioventù, contribuendo in tal modo a chiarire concetti fondamentali e a sviluppare una visione comune dell’aiuto all’infanzia e alla gioventù su scala nazionale.

Il Consiglio federale intende inoltre sostenere gli attori competenti a livello cantonale nello sviluppo dell’aiuto all’infanzia e alla gioventù e – sulla base dell’articolo 26 della nuova legge sulla promozione delle attività giovanili extrascolastiche (LPAG) – concludere a partire dal 2014 appositi accordi con i Cantoni. Il Consiglio federale invita pertanto i Cantoni a fare uso di questa opportunità per migliorare la protezione dei minori nella loro sfera di competenza.

Grazie a prestazioni di assistenza applicabili tempestivamente, l’aiuto all’infanzia e alla gioventù incoraggia e rafforza i bambini, i giovani e le famiglie e li sostiene nella vita quotidiana e nell’affrontare situazioni difficili. In caso di necessità sono disponibili aiuti complementari all’educazione, come per esempio il sostegno sociopedagogico alle famiglie. Un’offerta di aiuto all’infanzia e alla gioventù ampia e professionale può ridurre i molteplici fattori di rischio che possono provocare maltrattamenti sui minori e agire allo stesso tempo a livello di prevenzione. L’offerta è direttamente accessibile agli interessati, ma può anche essere imposta dalle autorità e dai tribunali competenti nel caso in cui sia necessario per proteggere il benessere dei minori.

Con il suo rapporto, il Consiglio federale adempie il postulato Fehr «Protezione dei bambini e degli adolescenti dalla violenza in famiglia» del 5 ottobre 2007. Per la sua elaborazione, l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, competente in materia, ha istituito un gruppo di lavoro composto da rappresentanti dei Cantoni, di diversi organi federali, della Commissione federale per l’infanzia e la gioventù e della Commissione federale di coordinamento per le questioni familiari. Sono state consultate anche alcune organizzazioni non governative attive a livello nazionale.


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Ultima modifica 05.01.2016

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