Parità salariale: il programma di autoverifica LOGIB e sempre più in uso e ora è anche più semplice da utilizzare

Berna, 12.06.2012 - Le cifre parlano chiaro: il programma di autoverifica della parità salariale LOGIB, sviluppato dall’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo UFU, è utilizzato da un numero crescente di utenti. Nel 2011 è stato scaricato circa 4’900 volte, ciò che equivale a un incremento del 30 per cento. Inoltre, le nuove istruzioni animate che illustrano passo per passo l’uso di LOGIB semplificheranno ulteriormente il suo utilizzo.

Il programma di autoverifica della parità salariale tra donna e uomo LOGIB sta conquistando un numero crescente di utenti, basti pensare che nel 2011 è stato scaricato circa 4'900 volte, ossia 1'200 in più rispetto all'anno precedente. Inoltre, grazie alle nuove istruzioni tecnicamente ottimizzate «LOGIB passo per passo», utilizzarlo diventerà ancora più semplice: merito delle spiegazioni chiare e intelligibili dei singoli passi, dal download del programma all'approntamento dei dati salariali fino all'interpretazione dei risultati dell'analisi, ma anche delle risposte a tutta una serie di domande frequenti.

Sviluppato nel 2004 su mandato dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo UFU, LOGIB consente alle imprese con almeno 50 dipendenti di verificare direttamente se la propria prassi salariale causa discriminazioni. Lo stesso programma viene utilizzato anche per controllare il rispetto della parità salariale nel settore acquisti della Confederazione e nell'ambito del progetto «Dialogo sulla parità salariale», lanciato congiuntamente dalla Confederazione e dalle associazioni mantello dei datori di lavoro e dei lavoratori. LOGIB, infine, ha avuto e sta avendo ampia risonanza anche a livello internazionale: Germania e Lussemburgo si sono già dotati di una propria versione, mentre UE e Stati Uniti si sono detti interessati a fare altrettanto.

Nel 2010, in Svizzera, le donne hanno guadagnato in media il 18,4 per cento in meno rispetto agli uomini (fonte: UST). Mentre circa il 60 per cento di questa disparità salariale è imputabile a fattori oggettivi come la qualifica richiesta o la posizione professionale, il restante 40 per cento risulta inspiegabile e in quanto tale costituisce una discriminazione salariale che lede il principio del «salario uguale per un lavoro di uguale valore» (art. 8 cpv. 3 Cost.) inserito nella Costituzione federale nel 1981.


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