Myanmar: il Consiglio federale concretizza precedenti decisioni con una revoca parziale delle sanzioni

Berna, 09.05.2012 - Il 9 maggio 2012 il Consiglio federale ha deciso di revocare le sanzioni contro il Myanmar (Birmania), ad eccezione dell’embargo sul materiale d’armamento e sui beni che potrebbero essere utilizzati per repressioni interne. Con questo passo, il Consiglio federale concretizza le sue precedenti decisioni per un allentamento delle sanzioni e reagisce ai progressi registrati negli ultimi mesi per quanto concerne i diritti umani e la democratizzazione in questo paese del Sudest asiatico.

Con la modifica di ordinanza, approvata il 9 maggio 2012, vengono revocate tutte le misure coercitive contro il Myanmar, ad eccezione dell'embargo sul materiale d'armamento e sui beni che potrebbero essere utilizzati per repressioni interne. L'ordinanza entra in vigore il
10 maggio 2012. Già nelle sedute del 18 e del 25 aprile 2012 il Consiglio federale aveva deciso di allentare le sanzioni contro il Myanmar e di predisporre l'attuazione di tale decisione; il Dipartimento federale dell'economia (DFE) era quindi stato incaricato dal Consiglio federale di presentare una proposta di modifica dell'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti del Myanmar.

Il 26 aprile 2012 anche l'UE aveva deciso di sospendere le sanzioni nei confronti del Myanmar, fatta eccezione per il settore degli armamenti. Anche altri Stati come la Norvegia e il Canada hanno revocato parzialmente o interamente le sanzioni contro questo Paese.

Il Consiglio federale accoglie con favore gli sviluppi positivi registratisi negli ultimi mesi nel Myanmar. Con la revoca parziale delle sanzioni il Consiglio federale vuole sostenerne gli intenti di riforma. Qualora, tuttavia, la situazione politica di questo Paese dovesse deteriorarsi sensibilmente, il Consiglio federale sarebbe pronto a inasprire nuovamente le misure coercitive.


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Ultima modifica 05.01.2016

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