Più sicurezza nei luoghi pubblici: proposta di colmare le lacune giuridiche nel settore della videosorveglianza

Berna, 28.09.2007 - In occasione della sua seduta del 28 settembre 2007 il Consiglio federale ha approvato un rapporto intermedio sulla «videosorveglianza quale misura di sicurezza in stazioni, aeroporti e altri luoghi pubblici». Il rapporto illustra l’attuale situazione giuridica e la prassi. Alcune lacune giuridiche andrebbero colmate.

A livello federale si propone di rivedere la base legale sulla videosorveglianza del Servizio federale di sicurezza, per quanto riguarda la durata di conservazione dei dati della videosorveglianza. Nel rapporto si raccomanda ai Cantoni e ai Comuni di verificare se il loro strumentario giuridico soddisfa i presupposti costituzionali che permettono di limitare i diritti fondamentali, esortandoli, se non vi hanno già provveduto, a colmare eventuali lacune in modo conforme alla Costituzione.

Il rapporto del DFGP illustra le attuali condizioni giuridiche e la prassi, la situazione ottimale da raggiungere nonché le misure necessarie per arrivarvi. Non si occupa, invece, della videosorveglianza da parte di privati senza mandato dello Stato.

Impieghi molteplici di grande utilità
Oggigiorno la videosorveglianza negli spazi pubblici e nei luoghi liberamente accessibili è largamente diffusa. L’esperienza conferma la sua utilità, soprattutto in relazione con altre misure. Le collettività cantonali, le aziende di trasporto e gli aeroporti attualmente impiegano la videosorveglianza contro tutte le minacce in generale e per limitare i comportamenti scorretti. Inoltre si può impiegare la videosorveglianza in particolare anche per impedire attentati terroristici contro i cosiddetti «obiettivi morbidi».

La registrazione, la conservazione e il trattamento dei dati della videosorveglianza ledono i diritti fondamentali. A seconda dalla durata di conservazione e della riconoscibilità delle persone registrate, ciò può costituire una grave ingerenza che richiede, quale base giuridica, una legge sufficientemente precisa dal punto di vista formale.

In Svizzera la videosorveglianza non è disciplinata in modo uniforme. Con il disegno di legge federale sul trasporto di viaggiatori (D-LTV) s’intende ora sottoporre a una normativa unitaria tutte le aziende assoggettate alla privativa del trasporto viaggiatori. Diverse prescrizioni di diritto federale disciplinano inoltre la videosorveglianza degli edifici dell’amministrazione, del parlamento e del governo appartenenti alla Confederazione nonché delle infrastrutture dell’esercito, delle case da gioco e della zona di frontiera e doganale. A causa dei differenti compiti legali alla base dei vari tipi di sorveglianza, non vi è un’impellente necessità di armonizzare le relative basi giuridiche.

Durata di conservazione troppo breve
Dal rapporto emerge che nella prassi la durata di conservazione di 24 ore per le registrazioni video di edifici dell’amministrazione, del parlamento e del governo effettuate dal Servizio federale di sicurezza è troppo breve e troppo rigida. L’ordinanza al riguardo deve quindi essere adeguata.

La videosorveglianza dei Cantoni e dei Comuni non si presenta come un fenomeno omogeneo e non ha sempre basi giuridiche di pari qualità. I Cantoni e i Comuni che non hanno basi legali formali sufficienti per la videosorveglianza volta a riconoscere le persone, non soddisfano i presupposti costituzionali che permettono di limitare i diritti fondamentali. In queste collettività occorre esaminare lo strumentario giuridico e, se necessario, colmare le lacune in modo conforme alla Costituzione. Se i Cantoni intendono armonizzare le loro normative, lo possono fare per mezzo di un concordato.


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