Vittoria di tappa per la politica di trasferimento: meno autocarri attraverso le Alpi

Berna, 25.11.2004 - Dopo l'introduzione della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni e l'aumento del limite di peso nel 2001, il numero degli autocarri che attraversano le Alpi è diminuito di circa 100’000 unità all'anno. Quest'anno la ferrovia ha guadagnato per la prima volta quote di mercato. Come rileva il Consiglio federale nel suo secondo rapporto sul trasferimento del traffico presentato al Parlamento, il numero di passaggi di autocarri attraverso le Alpi è destinato a ridursi ulteriormente. Per contro, se non saranno compiuti ulteriori sforzi, le misure finora adottate non saranno sufficienti per raggiungere l'obiettivo di trasferimento fissato per il 2009. I fattori decisivi per il successo di questa politica sono la collaborazione a livello europeo nel trasferimento del traffico e l'ottimizzazione del trasporto ferroviario transfrontaliero.

Il Consiglio federale presenta ogni due anni alle Commissioni parlamentari competenti un rapporto sul trasferimento del traffico che va al di là delle periodiche statistiche sul traffico e si sofferma sulle questioni di fondo di questo processo. Secondo la legge sul trasferimento del traffico, il Consiglio federale deve inoltre presentare proposte atte a raggiungere al più presto gli obiettivi di trasferimento. Il primo rapporto è stato allestito nella primavera 2002; il secondo è stato ora trasmesso al Parlamento.  

Da esso emerge che alla fine del 2003 è stato raggiunto l'obiettivo intermedio della legge sul trasferimento del traffico, cioè la stabilizzazione del traffico merci stradale attraverso le Alpi al livello del 2000. Il numero di passaggi, che è il parametro utilizzato per misurare il trasferimento, è diminuito dell'otto per cento. Se nel 2000 erano stati registrati ancora circa 1,404 milioni di veicoli, nel 2003 erano 1,292 milioni, a fronte di un aumento complessivo del volume di traffico. L'analisi evidenza che la tassa sul traffico pesante, il limite di peso più elevato e le misure di accompagnamento hanno contribuito in modo determinante a questa diminuzione. La congiuntura economica e l'incidente nella galleria del San Gottardo hanno invece esercitato un influsso molto meno importante.

Il confronto fra i primi nove mesi del 2004 e il corrispondente periodo dell'anno precedente conferma questa tendenza. Per la prima volta dall'apertura della galleria stradale del San Gottardo la ferrovia, con una crescita del 12 per cento rispetto alla strada, è tornata a guadagnare quote di mercato (più 4 per cento). Nello stesso tempo il numero dei transiti stradali sui valichi alpini è diminuito del 2 per cento, ovvero di 20’000 autocarri rispetto all'anno precedente.

Da un'analisi approfondita delle misure finora adottate è emerso che esse devono essere mantenute e, ove necessario, rafforzate. La Confederazione deve continuare a garantire le offerte nel traffico transalpino combinato, promuovere i terminali di trasbordo e i binari di raccordo e ridurre il prezzo dei tracciati.  

Significato dello sviluppo in atto a livello internazionale

Un trasferimento duraturo del traffico merci dalla strada alla ferrovia è un compito di portata europea che non potrà essere raggiunto con i soli sforzi della Svizzera. La riuscita del trasferimento a livello svizzero dipende in modo determinante dagli sviluppi che si registreranno all'estero. Saranno decisivi i prezzi, la qualità e la messa a disposizione, da parte delle imprese di trasporto, di un'offerta sufficientemente ampia di servizi orientati al cliente, ma anche la volontà di far applicare gli standard di sicurezza nei trasporti stradali.

Sia l'UE che alcuni suoi Stati membri sono attivi nella direzione auspicata. In Germania, dopo gravi problemi tecnici di attuazione, il 1° gennaio 2005 sarà per esempio introdotta la "Maut", paragonabile alla tassa sul traffico pesante svizzera. In Austria, una tassa analoga è in vigore già dal 1° gennaio 2004. Nel traffico ferroviario sono stati lanciati numerosi programmi di incentivazione, a cui vengono destinate ingenti risorse finanziarie.

Altrettanto importanti sono il coordinamento europeo nel settore della sicurezza (in ambito stradale e ferroviario) e diversi pacchetti di misure per incrementare l'affidabilità e la puntualità del traffico merci su rotaia. Anche la pianificazione delle infrastrutture deve essere armonizzata a livello internazionale. A questo riguardo, il Consigliere federale Moritz Leuenberger ha lanciato diverse iniziative sul piano internazionale. Ad esempio, i ministri dei trasporti dei Paesi alpini hanno sottoscritto lo scorso mese di maggio a Regensberg una dichiarazione congiunta per il miglioramento della sicurezza stradale nell'area alpina. Nel quadro della Conferenza europea dei Ministri dei trasporti (CEMT), il Capo del DATEC ha inoltre ribadito la necessità di introdurre una tassa sul traffico pesante coordinata a livello internazionale.

Azioni future

Secondo le stime attuali, nei prossimi anni ci si deve attendere un'ulteriore riduzione del numero di  autocarri che valicano le Alpi attraversando la Svizzera, a condizione, tuttavia, che le misure finora adottate vengano mantenute. Se esse venissero abbandonate, già nel 2009 si potrebbero registrare nuovamente oltre 1,4 milioni di passaggi, in seguito alla prevista crescita economica. Saranno comunque necessari ulteriori provvedimenti per raggiungere l'obiettivo di trasferimento fissato per il 2009. Perciò, dal punto di vista attuale, è necessario esaminare anche l'ipotesi di rendere più cari i trasporti stradali, affiancando eventualmente a ciò un potenziamento sostanziale dell'offerta nel traffico combinato accompagnato. Per incentivare la sicurezza occorre inoltre inasprire i controlli stradali e le relative sanzioni. È necessario che le ferrovie incrementino ulteriormente la produttività. Anche se ciò dovesse riuscire completamente, i trasporti stradali approfitteranno sempre di vantaggi concorrenziali nei confronti della ferrovia. Di questi fanno parte i costi ambientali causati, soprattutto nella regione alpina, dai trasporti pesanti, che vengono tuttavia finanziati dalla collettività, oppure l'insufficiente osservanza delle norme della circolazione, che comporta un elevato grado di rischio per la sicurezza del traffico pesante.

Oltre la legge sul trasferimento

La legge sul trasferimento del traffico prescrive la riduzione ad un massimo di 650’000 del numero di autocarri che attraversano le nostre Alpi, entro due anni dall’apertura della galleria di base del Lötschberg. Se necessario, dovranno essere proposte misure supplementari. Sulla base della legge sul trasferimento del traffico, il Consiglio federale ha il mandato di presentare al Parlamento, nel 2006, una legge di applicazione dell'articolo costituzionale per la protezione delle Alpi. Esso sarà allora chiamato a decidere se dovranno essere apportate modifiche al contenuto e alla scadenza dell'obiettivo di trasferimento e se dovranno essere adottate misure di più ampia portata.

Un obiettivo di trasferimento ambizioso

Limitando a 650'000 all'anno il numero di passaggi di autocarri attraverso le Alpi svizzere, il Parlamento ha fissato nella legge sul trasferimento un obiettivo molto ambizioso. Esso dovrà essere raggiunto entro due anni dall’apertura della galleria di base del Lötschberg, presumibilmente quindi nel 2009. L'obiettivo intermedio, per il primo biennio successivo all'entrata in vigore dell'accordo sui trasporti terrestri, è di stabilizzare il volume del traffico pesante in transito sulle Alpi sui valori del 2000 (circa 1,4 milioni di veicoli pesanti). In seguito il numero di passaggi di veicoli pesanti dovrà essere gradualmente ridotto. 


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Ultima modifica 05.01.2016

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