Obbligo di annuncio dei posti vacanti 2023: meno annunci di posti vacanti a causa del minor numero di generi professionali soggetti all’obbligo di annuncio

Berna, 24.05.2024 - Il quinto rapporto di monitoraggio della SECO sull’attuazione dell’obbligo di annuncio dei posti vacanti, pubblicato il 24 maggio 2024, mostra che nel 2023 sono stati annunciati molti meno posti vacanti rispetto all’anno precedente. Mentre nel 2022 sono stati annunciati in totale 476 597 posti soggetti all’obbligo, nel 2023 ne sono stati annunciati 287 671. Ciò è dovuto al calo della disoccupazione nel 2022, che ha comportato un minor numero di generi professionali soggetti all’obbligo di annuncio nel 2023.

Nella sua funzione di autorità di sorveglianza conferitagli dalla legge sul collocamento (LC), la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) verifica l’attuazione dell’obbligo di annuncio dei posti vacanti mediante un monitoraggio. Questo quinto rapporto di monitoraggio descrive l’attuazione nel 2023 rispetto agli anni precedenti: come negli anni scorsi, l’obbligo di annuncio dei posti vacanti è stato attuato conformemente alla legge e in modo efficiente anche nel 2023.

La SECO ha inoltre esaminato l’organizzazione e il sistema di controllo interno di due Cantoni pilota (SG, LU) nell’ambito dell’obbligo di annuncio dei posti vacanti. Entrambi i Cantoni svolgono i compiti loro assegnati in modo adeguato.

Il calo della disoccupazione comporta meno annunci di posti vacanti

Dopo che, nel 2021 e nel 2022, è stato necessario ampliare l’elenco dei generi professionali soggetti all’obbligo di annuncio a causa della crescita della disoccupazione, nel 2023 il numero di generi professionali soggetti all’obbligo di annuncio è di nuovo diminuito notevolmente a causa del basso tasso di disoccupazione nel periodo di determinazione dei generi professionali (dal quarto trimestre 2021 al terzo trimestre 2022).

La quota di posti vacanti soggetti all’obbligo di annuncio rispetto a tutti i posti vacanti, ossia l’estensione dell’obbligo di annuncio, è stimata in base alla quota di persone occupate nei generi professionali soggetti all’obbligo di annuncio. Nel 2023, le persone occupate nei generi professionali soggetti all’obbligo di annuncio (8,2 %) erano solo la metà rispetto all’anno precedente (19,8 %). Con la riduzione dell’estensione, è diminuito anche il numero di posti vacanti annunciati. Mentre nel 2022 sono stati annunciati in totale 476 597 posti soggetti all’obbligo, nel 2023 sono stati registrati 287 671 annunci. I tre settori con il maggior numero di annunci sono, come negli anni precedenti, quelli dell’industria, delle costruzioni e della ristorazione.

Anche nel 2024 si prevedono pochi annunci
Considerato il costante basso livello di disoccupazione nel periodo di riferimento per la determinazione dell’elenco dei generi professionali soggetti all’obbligo di annuncio, nel 2024 saranno di nuovo soggetti all’obbligo di annuncio meno generi professionali.

Ad esempio, i generi professionali quali addetti alle pulizie in uffici, esercizi alberghieri ed altri esercizi, con un totale di 80 000 occupati, dal 2024 non sono più soggetti all’obbligo di annuncio. Anche due generi professionali che rientrano nel settore della ristorazione (impiegati di ristorazione, responsabili di servizio) non sono più soggetti all’obbligo di annuncio nel 2024.

Mentre nel 2023 circa l’8,2 per cento delle persone occupate lavorava in generi professionali soggetti all’obbligo di annuncio, nel 2024 questa quota scende al 3,2 per cento. Secondo le stime, i datori di lavoro devono quindi annunciare ancora circa tre posti vacanti su cento. Questo, a sua volta, nel 2024 dovrebbe comportare un numero nettamente inferiore di annunci rispetto al 2023.

Il vantaggio informativo viene tuttora sfruttato
Gli uffici regionali di collocamento (URC) hanno fatto delle proposte di collocamento per circa la metà degli annunci, permettendo così il collocamento di 4111 persone. In termini percentuali, queste cifre sono paragonabili a quelle dell’anno precedente. Le persone in cerca d’impiego beneficiano direttamente del vantaggio informativo registrandosi nell’area protetta della piattaforma di lavoro «Job-Room» e candidandosi poi di propria iniziativa. La quota di persone in cerca d’impiego registrate è aumentata notevolmente dopo l’introduzione dell'obbligo di annuncio dei posti vacanti: a fine 2023 circa il 70 per cento aveva già un login per la «Job-Room». Grazie all’accesso a un’ampia rosa di persone in cerca d’impiego mediante la Job-Room, anche i datori di lavoro possono annunciare i posti vacanti agli URC nonché ricevere gratuitamente delle proposte di candidati idonei e contattarli direttamente. Il successo di questi collocamenti autonomi da parte delle persone in cerca d’impiego o dei datori di lavoro rispetto ai collocamenti effettuati direttamente dagli URC non viene rilevato statisticamente.

La collaborazione tra le aziende e il servizio pubblico di collocamento funziona

Dopo l’entrata in vigore dell’obbligo di annuncio dei posti vacanti non sono aumentati solo gli annunci dei posti vacanti, ma anche il numero di aziende che hanno avuto un contatto con gli URC. L’approccio agli annunci indica che la collaborazione tra gli URC e i datori di lavoro si è intensificata anche al di fuori dell’obbligo di annuncio dei posti vacanti. Questo conferma i risultati di un precedente sondaggio presso i datori di lavoro che hanno annunciato dei posti vacanti nel 2022.   Il sondaggio ha mostrato che per il reclutamento la maggioranza delle aziende (60 %) intende continuare anche in futuro ad annunciare i propri posti vacanti presso gli URC.


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Fabian Maienfisch, Vice caposettore Comunicazione e portavoce SECO, tel. +41 58 462 40 20, medien@seco.admin.ch



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