Relazioni Svizzera-UE: il Consiglio federale approva il mandato negoziale definitivo

Berna, 08.03.2024 - Nella sua seduta dell’8 marzo 2024 il Consiglio federale ha approvato il mandato negoziale con l’Unione europea (UE) nella sua forma definitiva. Il mandato adottato tiene conto dei risultati delle consultazioni delle Commissioni della politica estera (CPE) e delle altre commissioni interessate del Parlamento oltre che dei Cantoni, e considera i pareri espressi dalle parti sociali e dai rappresentanti dell’economia. I negoziati inizieranno non appena la Commissione europea disporrà del suo mandato definitivo, verosimilmente nel corso del mese di marzo 2024.

Oltre alle CPE, altre sette commissioni parlamentari hanno voluto essere consultate sul progetto di mandato negoziale. Invitati a esprimersi, anche le parti sociali e i rappresentanti dell’economia hanno preso posizione, insieme a numerosi altri gruppi d’interesse e associazioni mantello.

Il Consiglio federale constata che la grande maggioranza degli attori consultati sostiene l’avvio di negoziati con l’UE sulla base dell’approccio «a pacchetto». Dopo aver analizzato i pareri inoltrati, l’Esecutivo ha deciso di accogliere gran parte delle raccomandazioni, che costituiscono utili precisazioni al progetto di mandato negoziale del 15 dicembre 2023. Le raccomandazioni non accettate riguardano elementi incompatibili con gli obiettivi fondamentali del pacchetto, concernenti in particolare l’ambito dell’energia elettrica, come l’esclusione del settore della produzione di energia elettrica dal campo di applicazione dell’accordo o la rinuncia a misure di apertura del mercato.

Raccomandazioni accolte

Il Consiglio federale ha accolto specificamente le seguenti raccomandazioni.

  1. Energia elettrica: per quanto riguarda l’apertura del mercato, il Consiglio federale intende garantire alle consumatrici e ai consumatori la possibilità di restare nel regime dell’approvvigionamento di base, previsto come scelta «standard» con prezzi regolamentati. Questa possibilità di scelta, incluso il diritto di rientrare nel regime dell’approvvigionamento di base (servizio pubblico), viene rafforzata. Il Consiglio federale mira inoltre a proteggere i principali aiuti di Stato attuali, segnatamente nel campo della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
  2. Accordo sui trasporti terrestri: parallelamente all’apertura controllata del trasporto internazionale di passeggeri per ferrovia, il Consiglio federale punta a preservare il modello di cooperazione e la prerogativa della Svizzera di assegnare le tracce sul proprio territorio. L’apertura controllata del mercato del trasporto ferroviario internazionale non deve influire sulla qualità dei trasporti pubblici in Svizzera.
  3. Accordo sui prodotti agricoli: si precisa che le tariffe doganali sono mantenute, compresi i contingenti tariffari e le modalità di gestione di questi ultimi. La sovranità della Svizzera nel campo della politica agricola non sarà intaccata.
  4. Immigrazione: l’obiettivo di un’immigrazione orientata al mercato del lavoro viene rafforzato, così come la formulazione concernente il diritto di soggiorno, allo scopo di proteggere meglio il sistema sociale svizzero.
  5. Protezione dei salari: si riafferma l’obiettivo di garantire le condizioni salariali e lavorative preservando l’attuale livello di protezione nel lungo termine. Viene precisata l’eccezione relativa alla cauzione: si mira a ottenere un effetto paragonabile a quello del sistema di cauzione attuale. Si cercherà inoltre una soluzione per quanto riguarda le spese. L’obiettivo è garantire la parità dei diritti, tenuto conto del livello dei prezzi in Svizzera.
  6. Elementi istituzionali: per quanto riguarda la partecipazione della Svizzera al mercato unico dell’UE, il Consiglio federale intende garantire che, nel caso in cui la Svizzera si rifiuti di adottare una specifica modifica del diritto europeo, le misure di compensazione siano possibili solo a seguito di una decisione del tribunale arbitrale relativa anche alla questione della proporzionalità.
  7. Accordo di libero scambio: l’Accordo del 1972 non fa parte del pacchetto e non rientra dunque nel quadro dei negoziati.

 

Con queste decisioni il Consiglio federale precisa i propri interessi e vuole dare ai negoziati una solida base a livello nazionale, pur mantenendo un margine di manovra nei confronti dell’UE.

Dal punto di vista dell’Esecutivo, il bilancio delle discussioni condotte in Svizzera con le parti interessate nei settori dell’immigrazione, dell’energia elettrica, della protezione dei salari e dei trasporti terrestri è positivo; i dipartimenti competenti sono incaricati di portare avanti questi lavori parallelamente ai negoziati per definire le opportune misure di accompagnamento sul piano nazionale.

Dalla fine dei colloqui esplorativi, inoltre, la Svizzera e l’UE hanno potuto riprendere il dialogo normativo in ambito finanziario.

Prossime tappe

Non appena anche l’UE disporrà del suo mandato definitivo, i negoziati potranno essere avviati, presumibilmente nel corso del mese di marzo. I vari elementi del pacchetto saranno affrontati contemporaneamente sotto la direzione generale del capo negoziatore Patric Franzen, segretario di Stato supplente del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Ogni elemento del pacchetto sarà specificamente negoziato in tandem dal capo negoziatore e dal negoziatore specialista in materia, rappresentante del dipartimento competente.

Un gruppo di lavoro interdipartimentale guidato dal segretario di Stato del DFAE Alexandre Fasel coordinerà i lavori svolti in Svizzera con quelli portati avanti in ambito negoziale. La struttura generale adottata nel settembre del 2022 resta invariata e continua a essere diretta dal capo del DFAE.

Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) è stato incaricato di presentare al Consiglio federale un’analisi giuridica relativa alla questione del referendum (obbligatorio o facoltativo) a cui sarà sottoposto il pacchetto in caso di conclusione positiva dei negoziati.


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