Le decisioni sono prese in occasione delle sedute del Consiglio federale

Messaggi e rapporti da sottoporre al Parlamento, modifiche di ordinanze, spese, elezioni: le decisioni che il Consiglio federale deve prendere sono numerose. Tutto questo succede nel corso delle sue sedute, improntate a tre principi: preparazione, collegialità, consenso. 

Il Consiglio federale nella sua sala riunioni nel Palazzo federale Ovest – nella foto, in occasione della prima seduta del 2016.

Il Consiglio federale riceve i suoi mandati dal Parlamento. La grande maggioranza delle decisioni riguarda anche affari che sono destinati al Parlamento. Ne fanno parte:

  • messaggi di modifiche costituzionali e di leggi;
  • informazioni e pareri relativi a interventi politici;
  • rapporti concernenti mandati parlamentari;
  • il budget e il conto annuale;
  • il programma di legislatura, gli obiettivi annuali e il rapporto di gestione.

Preparazione accurata

Prima di arrivare ai consiglieri federali, un oggetto supera diverse fasi, tutte accompagnate dalla Cancelleria federale. Se il progetto di un dipartimento ha oltrepassato la fase della cosiddetta consultazione degli uffici, il capo del dipartimento competente sottoscrive la proposta definitiva. I colleghi di governo hanno poi la possibilità di esprimersi al riguardo nell’ambito della procedura di corapporto. Solo se questa procedura è conclusa e la Cancelleria federale ha esaminato sul piano formale e giuridico l’oggetto, questa richiesta figurerà come tema all’ordine del giorno della seduta del Consiglio federale.

Inclusione di tutti gli aspetti

La preparazione preliminare serve a trovare il consenso e a garantire la qualità. Tutti gli aspetti di un problema devono essere ponderati accuratamente, in particolare quelli giuridici e finanziari. Anche le divergenze di opinione fra dipartimenti devono essere individuate precocemente ed eliminate trovando soluzioni accettabili per tutti gli interessati. Il Consiglio federale deve potersi concentrare su questioni politiche centrali.

Collegialità e consenso quale filo conduttore

«Il Consiglio federale decide in quanto autorità collegiale», così recita la Costituzione federale. Le decisioni sono prese congiuntamente. Tutti i membri del Consiglio federale devono difendere le decisioni verso l’esterno - anche se non coincidono con la loro opinione o con la posizione del loro partito.

La cultura svizzera del consenso è vissuta anche in seno al Consiglio federale. Ciò significa che il Consiglio federale cerca soluzioni consensuali invece di imporre un punto di vista in base al principio di maggioranza. La volontà di trovare il consenso deriva dalla convinzione che le decisioni sono durature se tutti i membri del Collegio possono condividerle pur con alcuni dubbi. La ricerca del consenso è sovente impegnativa e onerosa a livello di tempo. Questo emerge anche dalla preparazione degli affari del Consiglio federale. 


Procure per situazioni straordinarie

In caso di guerre, disordini sociali e catastrofi naturali occorre talvolta decidere in fretta. Per simili casi la Costituzione federale conferisce al Consiglio federale pieni poteri e lo autorizza a derogare alle procedure legislative normali.

Secondo l’articolo 185 capoverso 3 della Costituzione federale, il Consiglio federale può «fondandosi direttamente sul presente articolo, […] emanare ordinanze e decisioni per far fronte a gravi turbamenti, esistenti o imminenti, dell’ordine pubblico o della sicurezza interna o esterna. La validità di tali ordinanze dev’essere limitata nel tempo». Simili ordinanze hanno una validità massima di sei mesi, tranne nel caso in cui il Consiglio federale presenti entro questo termine al Parlamento un disegno di base legale.

In casi urgenti il Consiglio federale può ricorrere alle truppe. Se mette a disposizione più di 4000 militari per il servizio attivo o se questo impiego durerà probabilmente più di tre settimane, esso deve convocare immediatamente l’Assemblea federale.

Ultima modifica 14.01.2016

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