0.518.522

Traduzione1

Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati non internazionali

(Protocollo II)

Adottato a Ginevra l'8 giugno 1977
Approvato dall'Assemblea federale il 9 ottobre 19812
Istrumento di ratificazione depositato dalla Svizzera il 17 febbraio 1982
Entrato in vigore per la Svizzera il 17 agosto 1982

(Stato 18  luglio 2014)

 

Le Alte Parti contraenti,

Ricordando che i principi umanitari consacrati nell'articolo 3 comune alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 19491 costituiscono il fondamento del rispetto della persona umana nel caso di conflitto armato che non presenti un carattere internazionale,

Ricordando del pari che gli strumenti internazionali relativi ai diritti dell'uomo offrono alla persona umana una protezione fondamentale,

Sottolineando la necessità di assicurare una migliore protezione alle vittime dei conflitti armati in questione,

Ricordando che, nei casi non previsti dal diritto in vigore, la persona umana resta sotto la salvaguardia dei principi di umanità e delle esigenze della pubblica coscienza,

Hanno convenuto quanto segue:



Titolo I Campo d'applicazione

 

1.  Il presente Protocollo, che sviluppa e completa l'articolo 3 comune alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 19491 senza modificarne le condizioni attuali di applicazione, si applicherà a tutti i conflitti armati che non rientrano nell'articolo 1 del Protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali (Protocollo I)2, e che si svolgono sul territorio di un'Alta Parte contraente fra le sue forze armate e forze armate dissidenti o gruppi armati organizzati che, sotto la condotta di un comando responsabile, esercitano, su una parte del suo territorio, un controllo tale da permettere loro di condurre operazioni militari prolungate e concertate, e di applicare il presente Protocollo.

2.  Il presente Protocollo non si applicherà alle situazioni di tensioni interne, di disordini interni, come le sommosse, gli atti isolati e sporadici di violenza ed altri atti analoghi, che non sono considerati come conflitti armati.



 

1.  Il presente Protocollo si applicherà a tutte le persone colpite da un conflitto armato quale definito nell'articolo 1, senza alcuna distinzione di carattere sfavorevole fondata sulla razza, il colore, il sesso, la lingua, la religione o la credenza, le opinioni politiche o di altro genere, l'origine nazionale o sociale, il censo, la nascita o altra condizione, o qualsiasi altro criterio analogo (in seguito chiamati «distinzione di carattere sfavorevole»).

2.  Alla fine del conflitto armato, tutte le persone che siano state oggetto di una privazione o di una restrizione della libertà per motivi connessi con il conflitto stesso, nonché quelle che siano state oggetto di tali misure dopo il conflitto per gli stessi motivi, beneficeranno delle disposizioni degli articoli 5 e 6 fino al termine di detta privazione o di detta restrizione di libertà.


 

1.  Nessuna disposizione del presente Protocollo potrà essere invocata per attentare alla sovranità di uno Stato o alla responsabilità del governo di mantenere o di ristabilire l'ordine pubblico nello Stato, o di difendere l'unità nazionale e l'integrità territoriale dello Stato con tutti i mezzi legittimi.

2.  Nessuna disposizione del presente Protocollo potrà essere invocata per giustificare un intervento, diretto o indiretto, quale che ne sia la ragione, in un conflitto armato o negli affari interni o esterni dell'Alta Parte contraente sul cui territorio avviene detto conflitto.


Titolo Il Trattamento umano

 

1.  Tutte le persone che non partecipano direttamente o non partecipano più alle ostilità, siano esse private o no della libertà, hanno diritto al rispetto della persona, dell'onore, delle convinzioni e delle pratiche religiose. Esse saranno trattate in ogni circostanza con umanità e senza alcuna distinzione di carattere sfavorevole. È vietato di ordinare che non ci siano sopravvissuti.

2.  Senza pregiudizio del carattere delle disposizioni che precedono, sono e resteranno proibiti in ogni tempo e in ogni luogo nei confronti delle persone indicate nel paragrafo 1:

a)
le violenze contro la vita, la salute e il benessere fisico o psichico delle persone, in particolare l'omicidio, così come i trattamenti crudeli quali la tortura, le mutilazioni o ogni genere di pene corporali;
b)
le pene collettive;
c)
la cattura di ostaggi;
d)
gli atti di terrorismo;
e)
gli oltraggi alla dignità della persona, specialmente i trattamenti umilianti e degradanti, lo stupro, la prostituzione forzata e qualsiasi offesa al pudore;
f)
la schiavitù e la tratta degli schiavi sotto qualsiasi forma;
g)
il saccheggio;
h)
la minaccia, di commettere gli atti suddetti.

3.  I fanciulli riceveranno le cure e gli aiuti di cui hanno bisogno e, segnatamente:

a)
dovranno ricevere una educazione, compresa l'educazione religiosa e morale, secondo i desideri dei loro genitori o, in assenza di questi, delle persone che ne hanno la custodia;
b)
saranno prese tutte le misure appropriate per facilitare la riunione delle famiglie temporaneamente divise;
c)
i fanciulli di meno 15 anni non dovranno essere reclutati nelle forze armate o gruppi armati, né autorizzati a prendere parte alle ostilità;
d)
la protezione speciale prevista nel presente articolo per i fanciulli di meno di 15 anni continuerà ad essere loro applicata anche se essi, malgrado le disposizioni del comma c, prendono parte direttamente alle ostilità e vengono catturati;
e)
saranno prese misure, se necessario e, sempre che sia possibile, con il consenso dei genitori o delle persone che, in virtù della legge o della consuetudine, ne hanno la custodia a titolo principale, per trasferire temporaneamente i fanciulli dalla zona in cui sono in corso le ostilità verso una zona più sicura del paese, e per farli accompagnare da persone responsabili della loro sicurezza e del loro benessere.

 

1.  Oltre a quelle contenute nell'articolo 4, saranno, come minimo, osservate le seguenti disposizioni nei confronti delle persone private della libertà per motivi connessi con il conflitto armato, siano esse internate o detenute:

a)
i feriti e i malati saranno trattati conformemente all'articolo 7;
b)
le persone indicate nel presente paragrafo riceveranno viveri e acqua potabile nella stessa misura della popolazione civile locale, e beneficeranno di garanzie di salubrità e d'igiene, e di protezione contro i rigori del clima e i pericoli del conflitto armato;
c)
saranno autorizzate a ricevere soccorsi individuali o collettivi;
d)
potranno praticare la propria religione e ricevere a loro richiesta, se questo risulta possibile, un'assistenza spirituale da parte di persone che esercitano funzioni religiose, quali i cappellani militari;
e)
beneficeranno, se debbono lavorare, di condizioni di lavoro e di garanzie simili a quelle di cui gode la popolazione civile locale.

2.  Coloro che sono responsabili dell'internamento o della detenzione delle persone cui si riferisce il paragrafo 1 rispetteranno, in tutta la misura delle loro possibilità, le seguenti disposizioni nei confronti delle persone stesse:

a)
salvo il caso in cui gli uomini e le donne di una stessa famiglia sono alloggiati insieme, le donne saranno custodite in locali separati da quelli degli uomini e saranno poste sotto la sorveglianza immediata di donne;
b)
le persone cui si riferisce il paragrafo 1 saranno autorizzate a spedire e a ricevere lettere e cartoline, il cui numero potrà essere limitato dall'autorità competente che lo ritenga necessario;
c)
i luoghi d'internamento e di detenzione non saranno situati in prossimità della zona di combattimento. Le persone indicate nel paragrafo 1 saranno sgombrate quando i luoghi in cui sono internate o detenute diventano particolarmente esposti ai pericoli derivanti dal conflitto armato, sempre che il loro sgombero possa effettuarsi in sufficienti condizioni di sicurezza;
d)
dette persone beneficeranno di assistenza sanitaria;
e)
la loro salute e la loro integrità fisica o psichica non sarà compromessa da azioni od omissioni ingiustificate. Di conseguenza, è vietato di sottoporre le persone indicate nel presente articolo ad un intervento medico che non sia motivato dal loro stato di salute e non sia conforme alle norme sanitarie generalmente riconosciute e applicate in circostanze mediche analoghe alle persone che godono della libertà.

3.  Le persone che non rientrano nel paragrafo 1, ma la cui libertà sia limitata in un modo qualsiasi per motivi connessi con il conflitto armato, saranno trattate con umanità conformemente all'articolo 4 e ai paragrafi 1 a, e, d e 2 b del presente articolo.

4.  Se viene deciso di rimettere in libertà persone che ne erano state private, gli autori della decisione prenderanno i provvedimenti necessari per garantire la sicurezza delle persone stesse.


 

1.  Il presente articolo si applicherà all'azione penale e alle condanne di reati connessi con il conflitto armato.

2.  Nessuna condanna sarà pronunciata e nessuna pena sarà eseguita nei confronti di una persona riconosciuta colpevole di un reato, se non in virtù di una sentenza pronunciata da un tribunale che offra le garanzie essenziali di indipendenza e imparzialità. In particolare:

a)
le norme di procedura disporranno che l'imputato deve essere informato senza indugio dei particolari del reato a lui addebitato, e assicureranno all'imputato stesso, prima e durante il processo, tutti i diritti e mezzi necessari alla sua difesa;
b)
nessuno potrà essere condannato per un reato se non in base ad una responsabilità penale individuale;
c)
nessuno potrà essere condannato per azioni o omissioni che, secondo la legge, non costituivano reato al momento della loro commissione. Non potrà, del pari, essere irrogata alcuna pena più grave di quella che era applicabile al momento della commissione del reato. Se, dopo la commissione del reato, la legge prevede l'applicazione di una pena più lieve, il reo dovrà beneficiarne;
d)
ogni persona accusata di un reato si presumerà innocente fino a che la sua colpevolezza non sia stata legalmente stabilita;
e)
ogni persona accusata di un reato avrà diritto ad essere giudicata in sua presenza;
f)
nessuno potrà venir costretto a testimoniare contro sé stesso o a confessarsi colpevole.

3.  Ogni persona condannata sarà informata, al momento della condanna, del suo diritto a ricorrere per via giudiziaria o altra via, nonché dei termini per esercitare tale diritto.

4.  La pena di morte non sarà irrogata contro persone che al momento del reato avevano meno di diciotto anni, e non sarà eseguita nei confronti di donne incinte e di madri di fanciulli in tenera età.

5.  Al termine delle ostilità, le autorità al potere procureranno di concedere la più larga amnistia possibile alle persone che avessero preso parte al conflitto armato o che fossero private della libertà per motivi connessi con il conflitto armato, siano esse internate o detenute.


Titolo III Feriti, malati e naufraghi

 

1.  Tutti i feriti, malati e naufraghi, abbiano o no preso parte al conflitto armato, saranno rispettati e protetti.

2.  Essi saranno trattati, in ogni circostanza, con umanità e riceveranno, nella maggiore misura possibile e nei termini più brevi, le cure mediche richieste dalle loro condizioni. Non sarà fatta tra di essi alcuna distinzione fondata su criteri diversi da quelli sanitari.


 

Quando le circostanze lo permettono, specialmente dopo un fatto d'armi, saranno presi senza indugio tutti i provvedimenti possibili per ricercare e raccogliere i feriti, i malati e i naufraghi, proteggerli dalle spoliazioni e dai maltrattamenti e assicurare loro le cure appropriate, come pure per ricercare i morti, impedirne la spoliazione e sistemarli decorosamente.


 

1.  Il personale sanitario e religioso sarà rispettato e protetto. Riceverà tutto l'aiuto possibile nell'esercizio delle sue funzioni, e non sarà costretto ad attività incompatibili con la sua missione umanitaria.

2.  Non si dovrà esigere dal personale sanitario che la sua missione si compia con priorità a favore di chicchessia, salvo che per motivi di carattere medico.


 

1.  Nessuno sarà punito per avere esercitato una attività di carattere medico conforme alla deontologia, quali che siano stati le circostanze o i beneficiari dell'attività stessa.

2.  Le persone che esercitano una attività di carattere medico non potranno essere costrette a compiere atti o effettuare lavori contrari alla deontologia o ad altre regole mediche volte a proteggere i feriti e i malati, o alle disposizioni del presente Protocollo, né ad astenersi dal compiere atti imposti da dette regole o disposizioni.

3.  Gli obblighi professionali delle persone che esercitano attività di carattere medico nei riguardi delle informazioni da esse eventualmente acquisite sui feriti e sui malati da esse curati, dovranno essere rispettati, fatta salva la legislazione nazionale.

4.  Fatta salva la legislazione nazionale, nessuna persona che esercita attività di carattere medico potrà essere in qualunque modo oggetto di sanzioni per aver rifiutato od omesso di dare informazioni concernenti i feriti e i malati che essa ha avuto in cura.


 

1.  Le unità e mezzi di trasporto sanitari saranno rispettati e protetti in ogni tempo, e non saranno oggetto di attacchi.

2.  La protezione dovuta alle unità e mezzi di trasporto sanitari potrà cessare solo nel caso in cui essi siano utilizzati per commettere atti ostili, al di fuori della loro funzione umanitaria. Tuttavia, la protezione cesserà soltanto dopo una intimazione che, avendo fissato, quando occorra, un termine ragionevole, sia rimasta senza effetto.


 

Il segno distintivo della croce rossa, della mezzaluna rossa o del leone e sole rosso, su fondo bianco, sarà, sotto il controllo dell'autorità competente interessata, portato dal personale sanitario e religioso, e inalberato dalle unità e mezzi di trasporto sanitari. Esso dovrà essere rispettato in ogni circostanza. Non dovrà essere impiegato abusivamente.


Titolo IV Popolazione civile

 

1.  La popolazione civile e le persone civili godranno di una protezione generale contro i pericoli derivanti da operazioni militari. Allo scopo di rendere effettiva tale protezione, saranno osservate in ogni circostanza le seguenti regole.

2.  Né la popolazione civile in quanto tale, né le persone civili dovranno essere oggetto di attacchi. Sono vietati gli atti o le minacce di violenza, il cui scopo principale sia di diffondere il terrore fra la popolazione civile.

3.  Le persone civili godranno della protezione concessa dal presente Titolo, salvo che esse partecipino direttamente alle ostilità e per la durata di tale partecipazione.


 

È vietato, come metodo di guerra, far soffrire la fame alle persone civili. Di conseguenza, è vietato attaccare, distruggere, asportare o mettere fuori uso, con tale scopo, beni indispensabili alla sopravvivenza della popolazione civile, quali le derrate alimentari e le zone agricole che le producono, i raccolti, il bestiame, le installazioni e le riserve di acqua potabile, e le opere di irrigazione.


 

Le opere o installazioni che racchiudono forze pericolose, cioè le dighe di protezione o di ritenuta e le centrali nucleari per la produzione di energia elettrica, non saranno oggetto di attacchi, anche se costituiscono obiettivi militari, se tali attacchi possono provocare la liberazione di dette forze e causare, di conseguenza, gravi perdite alla popolazione civile.


 

Senza pregiudizio delle disposizioni della Convenzione dell'Aja del 14 maggio 19541 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, è vietato compiere atti di ostilità diretti contro i monumenti storici, le opere d'arte o i luoghi di culto che costituiscono il patrimonio culturale o spirituale dei popoli, e di utilizzarli in appoggio allo sforzo militare.



 

1.  Il trasferimento della popolazione civile per motivi connessi con il conflitto non potrà essere ordinato, salvo il caso in cui lo esigano la sicurezza delle persone civili o ragioni militari imperiose. Se un tale trasferimento dovesse essere effettuato, saranno prese tutte le misure possibili affinché la popolazione civile sia accolta in condizioni soddisfacenti di alloggio, di salubrità, d'igiene, di sicurezza e di alimentazione.

2.  Le persone civili non potranno essere costrette ad abbandonare il proprio territorio per motivi connessi con il conflitto.


 

1.  Le società di soccorso situate nel territorio dell'Alta Parte contraente, quali le organizzazioni della Croce Rossa (Mezzaluna Rossa, Leone e Sole Rossi) potranno offrire i propri servigi onde assolvere i loro compiti tradizionali nei riguardi delle vittime del conflitto armato. La popolazione civile può, anche spontaneamente, offrirsi per raccogliere e curare i feriti, i malati e i naufraghi.

2.  Quando la popolazione civile soffre di privazioni eccessive per mancanza di approvvigionamenti essenziali alla sua sopravvivenza, come i viveri e i rifornimenti sanitari, saranno intraprese, con il consenso dell'Alta Parte contraente, azioni di soccorso in favore della popolazione civile, di carattere esclusivamente umanitario e imparziale e svolte senza alcuna distinzione di carattere sfavorevole.


Titolo V Disposizioni finali

 

Il presente Protocollo sarà diffuso il più largamente possibile.


 

Il presente Protocollo sarà aperto alla firma delle Parti delle Convenzioni sei mesi dopo la firma dell'Atto finale e resterà aperto durante un periodo di dodici mesi.


 

Il presente Protocollo sarà ratificato non appena possibile. Gli strumenti di ratifica saranno depositati presso il Consiglio federale svizzero, depositario delle Convenzioni.


 

Il presente Protocollo sarà aperto all'adesione di ogni Parte delle Convenzioni non firmataria del presente Protocollo. Gli strumenti di adesione saranno depositati presso il depositario.


 

1.  Il presente Protocollo entrerà in vigore sei mesi dopo che siano stati depositati due strumenti di ratifica o di adesione.

2.  Per ciascuna delle Parti delle Convenzioni che lo ratificherà o vi aderirà successivamente, il presente Protocollo entrerà in vigore sei mesi dopo il deposito ad opera di detta Parte del proprio strumento di ratifica o di adesione.


 

1.  Ogni Alta Parte contraente potrà proporre emendamenti al presente Protocollo. Il testo di ogni emendamento proposto sarà comunicato al depositario che, dopo consultazioni con tutte le Alte Parti contraenti e con il Comitato internazionale della Croce Rossa, deciderà se convenga convocare una conferenza per esaminare l'emendamento proposto.

2.  Il depositario inviterà a detta conferenza le Alte Parti contraenti, nonché le Parti delle Convenzioni siano esse firmatarie o no del presente Protocollo.


 

1.  Nel caso che un'Alta Parte contraente denunzi il presente Protocollo, la denunzia avrà effetto soltanto sei mesi dopo la ricezione dello strumento di denunzia. Tuttavia, se allo scadere dei sei mesi, la Parte denunciante si trova nella situazione indicata nell'articolo 1, la denunzia non avrà effetto che alla fine del conflitto armato. Le persone che siano state oggetto di una privazione o di una restrizione della libertà per motivi connessi con il conflitto stesso continueranno nondimeno a beneficiare delle disposizioni del presente Protocollo fino alla loro liberazione definitiva.

2.  La denunzia sarà notificata per iscritto al depositario, che la comunicherà a tutte le Alte Parti contraenti.


 

Il depositario informerà le Alte Parti contraenti nonché le Parti delle Convenzioni, siano esse firmatarie o no del presente Protocollo:

a)
delle firme apposte al presente Protocollo e degli strumenti di ratifica e di adesione depositati conformemente agli articoli 21 e 22;
b)
della data in cui il presente Protocollo entrerà in vigore conformemente all'articolo 23;
c)
delle comunicazioni e dichiarazioni ricevute conformemente all'articolo 24.

 

1.  Dopo la sua entrata in vigore, il presente Protocollo sarà trasmesso a cura del depositario al Segretariato delle Nazioni Unite per essere registrato e pubblicato, conformemente all'articolo 102 della Carta delle Nazioni Unite1.

2.  Il depositario informerà anche il Segretariato delle Nazioni Unite di tutte le ratifiche e adesioni ricevute nei riguardi del presente Protocollo.


1 RS 0.120


 

L'originale del presente Protocollo, di cui i testi arabo, cinese, francese, inglese, russo e spagnolo sono egualmente autentici, sarà depositato presso il depositario, che farà pervenire copie certificate conformi a tutte le Parti delle Convenzioni.

(Seguono le firme)


Campo d'applicazione il 18 luglio 20143

Stati partecipanti

Ratifica

Adesione (A)

Dichiarazione di successione (S)

Entrata in vigore

Afghanistan

10 novembre

2009 A

10 maggio

2010

Albania

16 luglio

1993 A

16 gennaio

1994

Algeria

16 agosto

1989 A

16 febbraio

1990

Antigua e Barbuda

  6 ottobre

1986 A

  6 aprile

1987

Arabia Saudita

28 novembre

2001 A

28 maggio

2002

Argentina***

26 novembre

1986 A

26 maggio

1987

Armenia

  7 giugno

1993 A

  7 dicembre

1993

Australia

21 giugno

1991

21 dicembre

1991

Austria*

13 agosto

1982

13 febbraio

1983

Bahamas

10 aprile

1980 A

10 ottobre

1980

Bahrein

30 ottobre

1986 A

30 aprile

1987

Bangladesh

  8 settembre

1980 A

  8 marzo

1981

Barbados

19 febbraio

1990 A

19 agosto

1990

Belarus

23 ottobre

1989

23 aprile

1990

Belgio

20 maggio

1986

20 novembre

1986

Belize

29 giugno

1984 A

29 dicembre

1984

Benin

28 maggio

1986 A

28 novembre

1986

Bolivia

  8 dicembre

1983 A

  8 giugno

1984

Bosnia e Erzegovina

31 dicembre

1992 S

  6 marzo

1992

Botswana

23 maggio

1979 A

23 novembre

1979

Brasile

  5 maggio

1992 A

  5 novembre

1992

Brunei

14 ottobre

1991 A

14 aprile

1992

Bulgaria

26 settembre

1989

26 marzo

1990

Burkina Faso

20 ottobre

1987

20 aprile

1988

Burundi

10 giugno

1993 A

10 dicembre

1993

Cambogia

14 gennaio

1998 A

14 luglio

1998

Camerun

16 marzo

1984 A

16 settembre

1984

Canada*

20 novembre

1990

20 maggio

1991

Capo Verde

16 marzo

1995 A

16 settembre

1995

Ceca, Repubblica

  5 febbraio

1993 S

  1° gennaio

1993

Ciad

17 gennaio

1997 A

17 luglio

1997

Cile

24 aprile

1991

24 ottobre

1991

Cina

14 settembre

1983 A

14 marzo

1984

Hong Konga

14 aprile

1999

  1° luglio

1997

Macaob

31 maggio

1999

20 dicembre

1999

Cipro

18 marzo

1996 A

18 settembre

1996

Colombia

14 agosto

1995 A

14 febbraio

1996

Comore

21 novembre

1985 A

21 maggio

1986

Congo (Brazzaville)

10 novembre

1983 A

10 maggio

1984

Congo (Kinshasa)

12 dicembre

2002 A

12 giugno

2003

Corea (Sud)

15 gennaio

1982

15 luglio

1982

Costa Rica

15 dicembre

1983 A

15 giugno

1984

Côte d'Ivoire

20 settembre

1989

20 marzo

1990

Croazia

11 maggio

1992 S

  8 ottobre

1991

Cuba

23 giugno

1999 A

23 dicembre

1999

Danimarca

17 giugno

1982

17 dicembre

1982

Dominica

25 aprile

1996 A

25 ottobre

1996

Dominicana, Repubblica

26 maggio

1994 A

26 novembre

1994

Ecuador

10 aprile

1979

10 ottobre

1979

Egitto*

  9 ottobre

1992

  9 aprile

1993

El Salvador

23 novembre

1978

23 maggio

1979

Emirati Arabi Uniti

  9 marzo

1983 A

  9 settembre

1983

Estonia

18 gennaio

1993 A

18 luglio

1993

Etiopia

  8 aprile

1994 A

  8 ottobre

1994

Figi

30 luglio

2008 A

30 gennaio

2009

Filippine

11 dicembre

1986 A

11 giugno

1987

Finlandia

  7 agosto

1980

  7 febbraio

1981

Francia

24 febbraio

1984 A

24 agosto

1984

Gabon

  8 aprile

1980 A

  8 ottobre

1980

Gambia

12 gennaio

1989 A

12 luglio

1989

Georgia

14 settembre

1993 A

14 marzo

1994

Germania*

14 febbraio

1991

14 agosto

1991

Ghana

28 febbraio

1978

  7 dicembre

1978

Giamaica

29 luglio

1986 A

29 gennaio

1987

Giappone

31 agosto

2004 A

28 febbraio

2005

Gibuti

  8 aprile

1991 A

  8 ottobre

1991

Giordania

  1° maggio

1979

  1° novembre

1979

Grecia

15 febbraio

1993 A

15 agosto

1993

Grenada

23 settembre

1998 A

23 marzo

1999

Guatemala

19 ottobre

1987

19 aprile

1988

Guinea

11 luglio

1984 A

11 gennaio

1985

Guinea equatoriale

24 luglio

1986 A

24 gennaio

1987

Guinea-Bissau

21 ottobre

1986 A

21 aprile

1987

Guyana

18 gennaio

1988 A

18 luglio

1988

Haiti

20 dicembre

2006 A

20 giugno

2007

Honduras

16 febbraio

1995

16 agosto

1995

Irlanda*

19 maggio

1999

19 novembre

1999

Islanda

10 aprile

1987

10 ottobre

1987

Isole Cook

  7 maggio

2002 A

  7 novembre

2002

Italia

27 febbraio

1986

27 agosto

1986

Kazakstan

  5 maggio

1992 S

21 dicembre

1991

Kenya

23 febbraio

1999 A

23 agosto

1999

Kirghizistan

18 settembre

1992 S

21 dicembre

1991

Kuwait

17 gennaio

1985 A

17 luglio

1985

Laos

18 novembre

1980

18 maggio

1981

Lesotho

20 maggio

1994 A

20 novembre

1994

Lettonia

24 dicembre

1991 A

24 giugno

1992

Libano

23 luglio

1997 A

23 gennaio

1998

Liberia

30 giugno

1988 A

30 dicembre

1988

Libia

  7 giugno

1978 A

  7 dicembre

1978

Liechtenstein*

10 agosto

1989

10 febbraio

1990

Lituania

13 luglio

2000 A

13 gennaio

2001

Lussemburgo

29 agosto

1989

28 febbraio

1990

Macedonia

  1° settembre

1993 S

  8 settembre

1991

Madagascar

  8 maggio

1992

  8 novembre

1992

Malawi

  7 ottobre

1991 A

  7 aprile

1992

Maldive

  3 settembre

1991 A

  3 marzo

1992

Mali

  8 febbraio

1989 A

  8 agosto

1989

Malta*

17 aprile

1989 A

17 ottobre

1989

Marocco

  3 giugno

2011

  3 dicembre

2011

Mauritania

14 marzo

1980 A

14 settembre

1980

Maurizio

22 marzo

1982 A

22 settembre

1982

Micronesia

19 settembre

1995 A

19 marzo

1996

Moldova

24 maggio

1993 A

24 novembre

1993

Monaco

  7 gennaio

2000 A

  7 luglio

2000

Mongolia

  6 dicembre

1995

  6 giugno

1996

Mozambico

 12 novembre

2002 A

 12 maggio

2003

Namibia

18 ottobre

1983 A

18 aprile

1984

Nauru

27 giugno

2006 A

27 dicembre

2006

Nicaragua

19 luglio

1999

19 gennaio

2000

Niger

  8 giugno

1979

  8 dicembre

1979

Nigeria

10 ottobre

1988 A

10 aprile

1989

Norvegia

14 dicembre

1981

14 giugno

1982

Nuova Zelandac

  8 febbraio

1988

  8 agosto

1988

Oman

29 marzo

1984 A

29 settembre

1984

Paesi Bassi

26 giugno

1987

26 dicembre

1987

Aruba

26 giugno

1987

26 dicembre

1987

Curaçao

26 giugno

1987

26 dicembre

1987

Parte caraibica (Bonaire, Sant'Eustachio e Saba)

26 giugno

1987

26 dicembre

1987

Sint Maarten

26 giugno

1987

26 dicembre

1987

Palau

25 giugno

1996 A

25 dicembre

1996

Panama

18 settembre

1995

18 marzo

1996

Paraguay

30 novembre

1990 A

30 maggio

1991

Perù

14 luglio

1989

14 gennaio

1990

Polonia

23 ottobre

1991

23 aprile

1992

Portogallo

27 maggio

1992

27 novembre

1992

Qatar

  5 gennaio

2005 A

  5 luglio

2005

Regno Unito

28 gennaio

1998

28 luglio

1998

Akrotiri e Dhekelia

  2 luglio

2002

  2 gennaio

2003

Anguilla

  2 luglio

2002

  2 gennaio

2003

Bermuda

  2 luglio

2002

  2 gennaio

2003

Georgia del Sud e Isole Sandwich del Sud

  2 luglio

2002

  2 gennaio

2003

gruppo Pitcairn (Ducie, Oeno, Henderson e Pitcairn)

  2 luglio

2002

  2 gennaio

2003

Guernesey

15 giugno

2011

15 dicembre

2011

Isole Caimane

  2 luglio

2002

  2 gennaio

2003

Isole Falkland

  2 luglio

2002

  2 gennaio

2003

Isole Turche e Caicos

  2 luglio

2002

  2 gennaio

2003

Isole Vergini britanniche

  2 luglio

2002

  2 gennaio

2003

Jersey

  7 gennaio

2013

  7 luglio

2013

Man, Isola di

15 giugno

2011

15 dicembre

2011

Montserrat

  2 luglio

2002

  2 gennaio

2003

Sant'Elena e dipendenze (Ascension e Tristan da Cunha)

  2 luglio

2002

  2 gennaio

2003

Terra antartica britannica

  2 luglio

2002

  2 gennaio

2003

Territorio britannico dell'Oceano Indiano

  2 luglio

2002

  2 gennaio

2003

Rep. Centrafricana

17 luglio

1984 A

17 gennaio

1985

Romania

21 giugno

1990

21 dicembre

1990

Ruanda

19 novembre

1984 A

19 maggio

1985

Russia

29 settembre

1989

29 marzo

1990

Saint Kitts e Nevis

14 febbraio

1986 A

14 agosto

1986

Saint Lucia

  7 ottobre

1982 A

  7 aprile

1983

Saint Vincent e Grenadine

  8 aprile

1983 A

  8 ottobre

1983

Salomone, Isole

19 settembre

1988 A

19 marzo

1989

Samoa

23 agosto

1984 A

23 febbraio

1985

San Marino

  5 aprile

1994

  5 ottobre

1994

Santa Sede

21 novembre

1985

21 maggio

1986

São Tomé e Príncipe

  5 luglio

1996 A

  5 gennaio

1997

Seicelle

  8 novembre

1984 A

  8 maggio

1985

Senegal

  7 maggio

1985

  7 novembre

1985

Serbia

16 ottobre

2001 S

27 aprile

1992

Sierra Leone

21 ottobre

1986 A

21 aprile

1987

Slovacchia

  2 aprile

1993 S

  1° gennaio

1993

Slovenia

26 marzo

1992 S

25 giugno

1991

Spagna

21 aprile

1989

21 ottobre

1989

Sudafrica

21 novembre

1995 A

21 maggio

1996

Sudan

13 luglio

2006 A

13 gennaio

2007

Sudan del Sud

25 gennaio

2013 A

25 gennaio

2013

Suriname

16 dicembre

1985 A

16 giugno

1986

Svezia

31 agosto

1979

29 febbraio

1980

Svizzera

17 febbraio

1982

17 agosto

1982

Swaziland

  2 novembre

1995 A

  2 maggio

1996

Tagikistan

13 gennaio

1993 S

21 dicembre

1991

Tanzania

15 febbraio

1983 A

15 agosto

1983

Timor-Leste

12 aprile

2005 A

12 ottobre

2005

Togo

21 giugno

1984

21 dicembre

1984

Tonga

20 gennaio

2003 A

20 luglio

2003

Trinidad e Tobago

20 luglio

2001 A

20 gennaio

2002

Tunisia

  9 agosto

1979

  9 febbraio

1980

Turkmenistan

10 aprile

1992 S

26 dicembre

1991

Ucraina

25 gennaio

1990

25 luglio

1990

Uganda

13 marzo

1991 A

13 settembre

1991

Ungheria

12 aprile

1989

12 ottobre

1989

Uruguay

13 dicembre

1985 A

13 giugno

1986

Uzbekistan

  8 ottobre

1993 A

  8 aprile

1994

Vanuatu

28 febbraio

1985 A

28 agosto

1985

Venezuela

23 luglio

1998 A

23 gennaio

1999

Yemen

17 aprile

1990

17 ottobre

1990

Zambia

  4 maggio

1995 A

  4 novembre

1995

Zimbabwe

19 ottobre

1992 A

19 aprile

1993

*

**

Riserve e dichiarazioni.

Obbiezioni.

Le riserve, dichiarazioni e obbiezioni non sono pubblicate nella RU. I testi francese e inglese possono essere consultati sul sito Internet del Comitato internazionale della Croce Rossa: http://www.icrc.org/dih.nsf/WEB?OpenNavigator oppure ottenuti presso la Direzione del diritto internazionale pubblico (DDIP), Sezione Trattati internazionali, 3003 Berna.

a

In base ad una dichiarazione della Repubblica Popolare Cinese del 14 apr. 1999, il Prot. è applicabile dal 1° lug. 1997 alla Regione amministrativa speciale (RAS) di Hong Kong.

b

In base ad una dichiarazione della Repubblica Popolare Cinese del 31 mag. 1999, il Prot. è applicabile dal 20 dic. 1999 alla Regione amministrativa speciale (RAS) di Macao.

c

Il Prot. non vale per Nioue né per Tokelau.


RU 1982 1432; FF 1981 I 901


1 Il testo originale francese è pubblicato sotto lo stesso numero nell'ediz. franc. della presente Raccolta.
2 Art. 1 cpv. 1 lett. b del DF del 9 ott. 1981 (RS 518.52).
3 RU 1982 1441, 1983 610, 1984 569, 1985 604, 1986 1444, 1987 1037, 1989 785, 1991 228 2066, 2005 1211, 2006 4695, 2009 3957, 2012 115 e 2014 2413. Una versione aggiornata del campo d'applicazione è pubblicata sul sito Internet del DFAE (www.dfae.admin.ch/trattati).

Suggerimenti e osservazioni: Centro delle pubblicazioni ufficiali
Ritorna a inizio paginaUltimo aggiornamento: 11.09.2014