Libro secondo: Del diritto di famiglia
Parte prima: Del diritto matrimoniale
Titolo quarto: Del divorzio e della separazione coniugale
Capo terzo: Degli effetti del divorzio
< Art. 124 D. Previdenza professionale / II. Dopo il sopraggiungere di un caso di previdenza o d’impossibilità della divisione
> Art. 126 E. Obbligo di mantenimento dopo il divorzio / II. Modalità del contributo di mantenimento
Art. 125
E. Obbligo di mantenimento dopo il divorzio
I. Condizioni
1 Se non si può ragionevolmente pretendere che un coniuge provveda da sé al proprio debito mantenimento, inclusa un’adeguata previdenza per la vecchiaia, l’altro coniuge gli deve un adeguato contributo di mantenimento.
2 Per decidere dell’erogazione del contributo e se del caso per fissarne l’importo e la durata, il giudice tiene conto in particolare dei seguenti elementi:
- 1.
- ripartizione dei compiti durante il matrimonio;
- 2.
- durata del matrimonio;
- 3.
- tenore di vita dei coniugi durante il matrimonio;
- 4.
- età e salute dei coniugi;
- 5.
- reddito e patrimonio dei coniugi;
- 6.
- portata e durata delle cure ancora dovute ai figli;
- 7.
- formazione professionale e prospettive di reddito dei coniugi nonché presumibile costo del reinserimento professionale del beneficiario del mantenimento;
- 8.
- aspettative dell’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti e della previdenza professionale o di altre forme di previdenza privata o pubblica, incluso il risultato prevedibile della divisione delle prestazioni d’uscita.
3 Un contributo può eccezionalmente essere rifiutato o ridotto, ove sia manifestamente iniquo soprattutto perché l’avente diritto:
- 1.
- ha gravemente contravvenuto al suo obbligo di contribuire al mantenimento della famiglia;
- 2.
- ha deliberatamente provocato la situazione di necessità nella quale versa;
- 3.
- ha commesso un grave reato contro l’obbligato o una persona a lui intimamente legata.
Stato 1° gennaio 2013
Per suggerimenti e osservazioni: Centro delle pubblicazioni ufficiali