Annesso V1
Migliori tecnologie disponibili per lottare
contro le emissioni di inquinanti organici persistenti
provenienti da grandi fonti fisse
I. Introduzione
1. Il presente annesso intende fornire alle Parti alla Convenzione indicazioni per determinare le migliori tecnologie disponibili e consentire loro di adempiere gli obblighi enunciati al paragrafo 5 dell’articolo 3 del Protocollo. Una descrizione più completa di tali tecnologie, così come alcuni consigli, sono forniti in un documento d’orientamento adottato dalle Parti in una sessione dell’Organo esecutivo e possono essere aggiornati, se necessario, con il consenso delle Parti riunite in seno all’Organo esecutivo.
2. Per «migliori tecnologie disponibili» (MTD) s’intende lo stadio di sviluppo più efficace ed avanzato delle attività e loro modalità di utilizzo, comprovante la capacità pratica di talune tecnologie di rappresentare la base dei valori limite d’emissione, al fine di evitare o (qualora ciò risulti impossibile) ridurre in generale le emissioni ed il loro impatto sull’ambiente:
- –
- per «tecnologie» s’intende sia la tecnologia utilizzata, sia il modo in cui l’impianto è progettato, costruito, mantenuto, gestito e disattivato;
- –
- per tecnologie «disponibili», s’intendono le tecnologie elaborate su scala in modo da applicarle nel settore industriale pertinente, a condizioni economicamente e tecnicamente vantaggiose in considerazione dei costi e dei vantaggi, a prescindere dal fatto che tali tecnologie siano o meno utilizzate o prodotte sul territorio della Parte interessata, purché l’operatore possa avervi accesso in condizioni ragionevoli;
- –
- per «migliori» tecnologie s’intendono quelle più efficaci per ottenere un alto livello generale di protezione dell’ambiente.
Al fine di determinare le migliori tecnologie disponibili, conviene tenere conto in generale, o nei casi particolari, dei fattori di seguito enumerati in considerazione dei costi e vantaggi probabili della misura considerata e dei princìpi di precauzione e di prevenzione:
- –
- uso di una tecnologia poco inquinante;
- –
- uso di sostanze meno pericolose;
- –
- ricupero e riciclaggio di un gran numero di materie prodotte ed utilizzate durante le operazioni, e dei rifiuti;
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- procedimenti, mezzi o metodi di gestione paragonabili, sperimentati con successo su scala industriale;
- –
- progressi tecnologici ed evoluzione di cognizioni scientifiche;
- –
- natura, effetti e volume delle emissioni in questione;
- –
- date di immissione in servizio di impianti nuovi o già esistenti;
- –
- termini richiesti per realizzare la migliore tecnologia disponibile;
- –
- consumo di materie prime (compresa l’acqua) e tipo di materie prime utilizzate nel procedimento come pure la sua efficacia energetica;
- –
- necessità di prevenire o ridurre al minimo l’impatto globale delle emissioni sull’ambiente ed i rischi d’inquinamento dell’ambiente;
- –
- necessità di prevenire gli incidenti e di ridurre al minimo le loro conseguenze sull’ambiente.
Il concetto di migliore tecnologia disponibile non intende stabilire una particolare tecnica o tecnologia, ma vuole tenere conto delle caratteristiche tecniche dell’impianto in questione, della sua situazione geografica e delle condizioni dell’ambiente a livello locale.
3. Le informazioni relative all’efficacia ed al costo delle misure di lotta contro le emissioni sono attinte dai documenti ricevuti ed esaminati dalla Squadra speciale e dal Gruppo di lavoro preparatorio per i POP. Salvo diversa indicazione, le tecnologie citate sono considerate come aventi una validità comprovata dall’esperienza pratica.
4. La nostra esperienza in materia di impianti e di prodotti nuovi che si avvalgono di tecnologie poco inquinanti, nonché in materia di adeguamento degli impianti esistenti, si perfeziona continuamente, di modo che sarà necessario sviluppare e modificare periodicamente il documento d’orientamento menzionato al paragrafo 1. Le migliori tecnologie disponibili per i nuovi impianti possono di norma essere applicate agli impianti esistenti, nella misura in cui si preveda un sufficiente periodo di transizione e misure di adattamento.
5. Sono elencate e descritte nel documento d’orientamento menzionato al paragrafo 1 alcune misure di lotta contro le emissioni, di costo ed efficienza variabili. La scelta delle misure applicabili in ciascun caso dipende da un certo numero di fattori, fra cui la situazione economica, l’infrastruttura e la capacità tecnologica, e se del caso le misure di lotta contro l’inquinamento atmosferico già in vigore.
6. I principali POP emessi da fonti fisse sono:
- a)
- i policlorodibenzo-p-diossine/furanni (PCDD/PCDF);
- b)
- l’esaclorobenzene (HCB);
- c)
- gli idrocarburi aromatici policiclici (HAP).
- Le definizioni corrispondenti sono fornite all’annesso III del presente Protocollo.
II. Grandi fonti fisse di emissioni di POP
7. Le emissioni di PCDD/CDF hanno per origine procedimenti termici che comprendono materie organiche e cloro; esse derivano da una combustione incompleta o da alcune reazioni chimiche. Le principali fonti fisse di PCDD/PCDF sono le seguenti:
- a)
- l’incenerimento dei rifiuti, compreso il co-incenerimento;
- b)
- i procedimenti metallurgici termici, ad esempio la produzione di alluminio e di altri metalli non ferrosi, di ferro e d’acciaio;
- c)
- gli impianti di combustione producenti energia;
- d)
- la combustione nei fornelli domestici;
- e)
- alcuni procedimenti di produzione chimica che emettono prodotti intermedi e sottoprodotti.
8. Le grandi fonti fisse di emissione di HAP sono le seguenti:
- a)
- riscaldamento domestico a legna o a carbone;
- b)
- i fuochi all’aria aperta come i fuochi di incenerimento dei rifiuti, gli incendi di foresta ed il debbio dopo la raccolta;
- c)
- codificazione e fabbricazione di anodi;
- d)
- produzione di alluminio (con il procedimento Soederberg);
- e)
- gli impianti di preservazione del legno, salvo per le Parti in cui questa categoria non contribuisce sostanzialmente alle emissioni totali di HAP (così come definite all’annesso III).
9. Le emissioni di HCB hanno per origine gli stessi procedimenti termici e chimici delle emissioni di PCDD/PCDF ed il meccanismo di formazione è analogo. Le grandi fonti d’emissioni di HCB sono le seguenti:
- a)
- gli impianti d’incenerimento dei rifiuti, compresi gli impianti di co-incenerimento;
- b)
- le fonti termiche delle industrie metallurgiche;
- c)
- la combustione di combustibili clorati nei forni.
1 Aggiornato dalla Dec. 2009/3 del 18 dic. 2009, in vigore dal 13 dic. 2010, fatto salvo il Canada e la Repubblica ceca (RU 2011 623). Questi due stati continuano ad applicare la versione originaria (vedi RU 2003 4425).