Sconvolgimenti politici nel Vicino Oriente e in Nordafrica
L’insurrezione popolare in Nordafrica e nel Vicino Oriente, nota come “rivoluzione dei gelsomini” o “primavera araba”, ha cambiato i rapporti di forza e aumentato notevolmente la pressione verso la liberalizzazione politica di altri Stati. La Svizzera è interessata a instaurare rapporti politici stabili e maggiore democrazia in queste regioni. Il Consiglio federale intende perciò concentrare l’attuale impegno della Svizzera e affiancare al soccorso d’emergenza ulteriori misure concrete volte a sostenere la transizione dalla dittatura alla democrazia. È previsto il finanziamento di programmi e progetti nonché l’impiego del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA).
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Aiuto umanitario della Svizzera
L’aiuto umanitario è una componente imprescindibile della politica estera della Svizzera ed espressione della sua solidarietà nei confronti della comunità internazionale. Consiste in una serie di misure per aiutare le vittime di gravi crisi provocate dall’uomo o dalla natura.
Nell’ambito dell’aiuto umanitario in Nordafrica e nel Vicino Oriente sarà rafforzato l’impegno della Confederazione su vari fronti. È previsto l’invio di altri specialisti in queste regioni e sono in programma vari progetti per migliorare l’utilizzazione delle risorse idriche e per sostenere i migranti alla frontiera tra la Libia e l’Egitto. Anche le organizzazioni internazionali attive in loco (CICR, OIM e PAM) continueranno a essere aiutate.
Cooperazione allo sviluppo
La cooperazione allo sviluppo della Confederazione è orientata alle esigenze dei Paesi più poveri e incentiva l’auto-aiuto: il suo impegno consiste soprattutto nel trasferire conoscenze e tecnologie che permettano agli uomini, alle organizzazioni e alle società di migliorare autonomamente e in modo duraturo le proprie condizioni di vita.
A tale scopo in una prima fase saranno messi a disposizione dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) 12 milioni di franchi per progetti e azioni. Il budget della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) prevede per la cooperazione allo sviluppo nel Mediterraneo meridionale 20–30 milioni di franchi all’anno per il biennio 2011-2012.
Cooperazione economica
L’obiettivo principale della cooperazione economica della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) è di sostenere l’integrazione dei Paesi partner nell’economia mondiale e di promuovere la sostenibilità della loro crescita economica. In questo modo si intendono combattere la povertà e la discriminazione.
In Nordafrica si punta essenzialmente al miglioramento delle prospettive economiche, soprattutto dei giovani, e l'impegno della SECO nel quadro delle sue comprovate competenze principali soddisfa in modo mirato le esigenze dei Paesi partner. In particolare, viene attribuita la priorità ai seguenti aspetti:
- creazione e promozione di piccole e medie imprese; attenzione al rafforzamento della competitività e alla creazione di posti di lavoro;
- miglioramento dell'infrastruttura nei settori dell'acqua, delle acque di scarico, dell'energia e della salute;
- incentivi alle esportazioni, segnatamente dal settore agricolo;
- riforme dell'amministrazione delle finanze pubbliche e del sistema fiscale.
Nei prossimi anni la SECO intensificherà il suo impegno in Nordafrica, soprattutto in Egitto, Paese prioritario della SECO da diversi anni, e in Tunisia. Completano il quadro le attività previste in Marocco, Giordania e Libano. Per il biennio 2011-2012 nella regione MENA sono previsti pagamenti permanenti per oltre 30 milioni di franchi, di modo che con i nuovi progetti in cantiere si supereranno verosimilmente i 50 milioni di franchi.
Democratizzazione
La partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica del loro Paese è una delle maggiori sfide della cooperazione allo sviluppo della Svizzera. Ecco perché la promozione delle democrazia costituisce una delle esigenze essenziali. Al cuore delle attività vi sono iniziative di democratizzazione basate sul rafforzamento della società e su spazi di dialogo e di concertazione tra la società civile e lo Stato.
La Svizzera intende promuovere lo sviluppo di strutture democratiche e dello Stato di diritto in Egitto e in Tunisia per rafforzare la società civile. Nuovi progetti di riforma dovranno consolidare la democrazia e al contempo potenziare i diritti dell'uomo e i diritti fondamentali nonché i principi dello Stato di diritto.
Migrazione
Se le ragioni alla base dei movimenti migratori restano sempre sostanzialmente le stesse, ben maggiori sono le dimensioni e l’estensione, oramai globale, del fenomeno. Per affrontare opportunamente le nuove sfide migratorie, oggi più complesse, la Svizzera punta sulla cooperazione con gli Stati d’origine e di transito. Se inclusa in strategie di sviluppo regolamentate e mirate, la migrazione può fungere da motore per un positivo sviluppo economico e politico.
Finora la Svizzera è stata interessata solo marginalmente dal crescente flusso migratorio dal Nordafrica. Una commissione d’esperti ad hoc composta da rappresentanti della Confederazione e dei Cantoni sta sviluppando piani d’azione per l'eventualità che le richieste di asilo aumentino in maniera considerevole. Attualmente la Svizzera accorda la priorità all’impegno in loco e al sostegno agli Stati europei maggiormente interessati dalla migrazione nordafricana.
La Svizzera partecipa inoltre all’“Operazione Hermes 2011”, coordinata dall’Agenzia europea “Frontex”. L’Ufficio federale della migrazione (UFM) sta inoltre valutando l’eventuale possibilità di sostenere l’Italia, il principale Paese di approdo dei migranti provenienti dal Nordafrica, al di là dell’intervento degli esperti di Frontex. Infine, si devono intensificare i contatti con i Paesi di provenienza, al fine migliorare la loro capacità di riammettere i migranti e di definire possibili campi di collaborazione in materia di migrazione. A tale scopo la Svizzera intende intavolare un dialogo con i Paesi interessati dal tema della migrazione.