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Dal 18 al 28 marzo 2013, nell’ambito di una conferenza dell’ONU a New York, la comunità internazionale ha negoziato un trattato internazionale sul commercio delle armi (Arms Trade Treaty, ATT). Siccome non è stato possibile ottenere il consenso sull’accordo a causa dell’opposizione di Iran, Corea del Nord e Siria, esso è stato approvato dall’assemblea generale dell’ONU il 2 aprile 2013 con 155 voti (22 astensioni e 3 voti contrari).
Il trattato internazionale sul commercio delle armi stabilisce per la prima volta a livello globale gli standard da rispettare nel commercio internazionale delle armi convenzionali. Essi dovrebbero coadiuvare all’instaurazione di un commercio internazionale di armi responsabile e ad arginare il commercio illegale, contribuendo cosí a ridurre le sofferenze umane causate dalla violenza delle armi.
La Svizzera si è impegnata, durante la conferenza negoziale diretta dalla Segreteria di Stato dell‘economia (SECO), affinché venisse raggiunto un accordo internazionale sul commercio delle armi il piú coartante ed efficace possibile. Essa ha potuto far valere in modo convincente la sua tradizione umanitaria e la politica attiva di pace e di sicurezza nonché una legislazione e una prassi restrittive in materia di autorizzazioni per l’esportazione di materiale d’armamento. Il trattato cosí approvato è conforme al mandato negoziale deciso dal Consiglio federale e alle aspettative riposte dalla Svizzera nella trattativa.