Inizio zona contenuto
L'esercito sta facendo tutto il possibile per ristabilire l'ordine ed evitare possibili abusi per quanto riguarda le armi personali e le armi in prestito. Due delle principali misure adottate a tale riguardo consistono nella verifica dei dossier personali degli anni 2006-2011 e nel ritiro sistematico delle armi in prestito nel caso in cui le prescrizioni non vengano rispettate.
Dalla metà del 2011 ad oggi l'esercito ha verificato complessivamente 309 000 dossier di riconsegna dell'equipaggiamento degli anni compresi tra il 2006 e il 2011. Allo stesso tempo sono state ritirate le armi ai possessori di armi in prestito laddove questi ultimi non hanno rispettato le prescrizioni. Questa azione ha portato al ritiro di circa 11 700 armi. Nella maggioranza dei casi si tratta di armi in prestito.
A seguito della presenza di lacune nella raccolta di dati relativi agli equipaggiamenti personali, nel mese di marzo del 2012 circa 27 000 ex militari prosciolti tra il 2006 e il 2011 con procedura ordinaria sono stati invitati a far pervenire il loro libretto di servizio. Fino alla scadenza originaria di fine maggio 2012, 6000 interpellati non avevano risposto all'invito e 4000 lettere non erano recapitabili.
Per diversi mesi è stata portata avanti in modo approfondito la verifica degli indirizzi con quattro posti a tempo pieno a Berna e presso i servizi specializzati dei centri logistici dell'esercito ed è stata estesa alle autorità dei luoghi di domicilio e agli uffici postali. In tal modo è stato possibile risalire a 3000 indirizzi fino a quel momento sconosciuti.
Fino al 31 gennaio 2013 è stato possibile riordinare i dati relativi ad un totale di 22 592 ex militari. Grazie a queste procedure, fino alla fine di gennaio 2013 sono state ritirate complessivamente 33 armi militari. 865 indirizzi rimangono ancora sconosciuti. A tale riguardo, si tratta di persone che non sono più registrate presso alcun Comune, in parte messe sotto tutela oppure decedute. 4197 persone interpellate non hanno finora reagito, nonostante l'invito scritto più volte reiterato. Le raccolte di dati relativi a queste persone non ancora complete vengono ulteriormente elaborate.
Supporto da parte dei Cantoni
La collaudata cooperazione con i Cantoni e con i comandanti di circondario cantonali viene portata avanti anche per quanto appena detto; i Cantoni forniscono il proprio supporto anche per il ritiro delle armi. È stato inoltre possibile ottimizzare lo scambio di dati tra il DFGP/fedpol e il DDPS. Le prescrizioni riguardanti il tiro sono state inasprite e i funzionari addetti al tiro attribuiti all'esercito vengono sottoposti ad un controllo di sicurezza relativo alle persone.
Ancora in servizio la hotline per le domande relative alle armi dell'esercito
È ancora attivo il servizio centrale di contatto allestito a metà del 2012 per le questioni sul tema delle armi dell'esercito: chiamando il numero di telefono +41 31 324 57 00 oppure scrivendo all'indirizzo e-mail armeewaffen@vtg.admin.ch è possibile avere risposta alle domande sulla consegna/restituzione dell'equipaggiamento personale, sull'arma personale e sull'arma in prestito.