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Il Comitato monetario e finanziario internazionale (IMFC) si è occupato in maniera approfondita della persistente situazione delicata dell’economia mondiale e sui mercati finanziari. Le prospettive del FMI sono meno pessimistiche rispetto a quelle formulate durante il vertice primaverile del 2011. Innanzitutto, bisogna sfruttare la tregua nei Paesi industrializzati per garantire una ripresa equilibrata e permanente. Secondo la presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf il coerente consolidamento dei conti pubblici è indispensabile.
Per stabilizzare durevolmente l’economia mondiale e la situazione dei mercati finanziari i membri dell’IMFC hanno deciso un temporaneo aumento straordinario delle risorse del FMI di oltre 430 miliardi di dollari americani. Nel quadro di un’azione mirata di importanti Paesi creditori la Svizzera ha promesso, con riserva di approvazione delle Camere federali, un contributo a questo rafforzamento del sistema finanziario internazionale di 10 miliardi di dollari americani.
La Svizzera si è altresì impegnata a favore di una ripartizione adeguata degli oneri tra i creditori rilevanti. Inoltre, le risorse finanziarie supplementari dovranno essere messe a disposizione del FMI soltanto temporaneamente. Infine, la Svizzera solleciterà il FMI a rispettare la condizionalità convenuta affinché le misure necessarie nell’ambito della politica budgetaria, monetaria, finanziaria e strutturale vengano attuate coerentemente.
A nome del Consiglio federale, la presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf ha firmato con la Polonia un memorandum d’intesa (Memorandum of Understanding, MoU) che conferma la direzione generale da parte della Svizzera del suo gruppo di voto nelle Istituzioni di Bretton Woods e che rafforza nel contempo la posizione della Polonia nella direzione.
Il MoU prevede che la Svizzera mantenga la direzione sovraordinata del gruppo di voto sia all’interno del FMI che nella Banca mondiale. La Svizzera rappresenta il gruppo negli organi ministeriali, ovvero nell’IMFC e nel Comitato per lo sviluppo, dove vengono poste le basi politiche e strategiche. In cambio, occuperà il suo seggio nel Consiglio esecutivo (organo direttivo perativo del FMI) ogni due anni, alternandosi alla Polonia. Entrambi i Paesi potranno quindi nominare il direttore esecutivo per il rispettivo periodo biennale.
La rotazione del direttore esecutivo del FMI è vincolata alla condizione che la riforma della governance del FMI venga effettivamente attuata. Ciò sarà verosimilmente il caso nel 2014, ragione per cui la Polonia dovrebbe nominare il suo primo direttore esecutivo nel 2016. Per quanto riguarda la Banca mondiale, dove non è stata ancora effettuata alcuna riforma, la struttura direttiva rimane invariata.
La presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf ha firmato con l’Australia un memorandum d’intesa per un dialogo regolare sulle questioni finanziarie. Questo serve allo scambio di esperienze e all’ampliamento delle conoscenze delle piazze finanziarie. Il dialogo sulle questioni finanziarie dovrebbe inoltre permettere di individuare interessi comuni e di perseguirli in stretta collaborazione all’interno di organizzazioni internazionali, segnatamente nel FMI, nel Comitato per la stabilità finanziaria (Financial Stability Board, FSB) e nel Gruppo d’azione finanziaria GAFI (Financial Action Task Force, FATF).
I ministri delle finanze dei 36 membri del GAFI hanno approvato un nuovo mandato per gli anni 2012–2020 che prevede il proseguimento degli attuali obiettivi e compiti come il miglioramento dei reciproci processi di valutazione o l’elaborazione delle direttive comuni per migliorare l’attuazione delle 40 raccomandazioni per la lotta contro il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e ora anche il finanziamento della proliferazione di armi di distruzione di massa.
A margine del vertice si sono tenuti diversi contatti bilaterali. Ieri, la presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf ha tra l’altro incontrato il ministro della giustizia americano Eric Holder per discutere sulla cooperazione bilaterale in questioni fiscali. Essi hanno convenuto di proseguire l’esame di tutte le opzioni disponibili affinché vengano identificati i contribuenti statunitensi che detengono un conto non dichiarato in Svizzera.